mercoledì 26 gennaio 2011

venerdì 21 dicembre 2007

 


Ecco perché "fare l'amore" e non "sesso". Perché in un bacio racchiudo i miei sogni. Perché lecco te e lecco il tuo amore. Perché ti penetro e siamo un solo corpo. Una sola anima. Attaccati e uniti. Perché senti il mio essere uomo ed il tuo essere donna. Perché percepiamo che inevitabilmente, inesorabilmente, siamo l'incastro perfetto, istante per istante.

giovedì 17 maggio 2007

In silenzio ti penetro l'anima e la mente. Non da vicino. Non con le parole. Eppure tu mi senti dentro di te. Mi senti muovermi nei tuoi pensieri. Nel tuo essere. Ed ogni movimento è uno stimolare i tuoi sensi. Ti prendo e non puoi fare a meno di sentirmi e di pensarmi. Perché sono ogni tuo fremito, ogni sussulto, ogni pensiero. Non puoi fare altro che lasciarti andare e goderti questa invasione. Non puoi fare altro che assecondarla. Cavalca l'onda del desiderio e non tornerai mai più indietro.



venerdì 27 aprile 2007

Mi offri il tuo pasto fresco. Ti sei appena depilata la figa e sei liscia e morbida come i petali di una rosa. Sdraiata. Le gambe divaricate. Piegate. I piedi appoggiati sul letto. E gli occhi socchiusi. Mi avvicino col viso al tuo. E ti bacio lentamente. A lungo. Le mie dita sfiorano i tuoi capezzoli che si induriscono sotto al mio tocco. Scendo lentamente, disegnando un sentiero di baci su tutto il tuo corpo. E arrivo finalmente al tuo sesso. Sei bagnata e profumata. Di figa. Di donna. Ho voglia di mangiare te. Scendo col viso e lecco le tue labbra lisce e morbide. Scendo al buco del culo e lecco piano anche quello. Liscio e morbido. Risalgo senza staccare la lingua. E parto dalla base della tua figa. Entro. Esco. E passo a leccarti il clitoride. Lo sento inturgidirsi. Mentre attorno al mio mento sento la tua figa contrarsi. Non smetto. Anzi. Lecco piano ma con decisione. Poi velocemente. Poi di nuovo lentamente. Il tuo clitoride è talmente gonfio che ora sporge un minuscolo bocciolo rosa. Lecco, lecco e lecco ancora. Ma ora sei tu ad aver voglia del mio cazzo. Ti alzi e lo prendi in bocca. Me lo apri lentamente usando le labbra e la lingua. Succhiami. Solo la cappella. Così. Continua. Infilo due dita nella tua figa e ti sento caldissima e bagnata, mi cola il tuo succo fino al polso. Voglio scoparti. Tolgo il mio cazzo dalla tua bocca e ti bacio. Sdraiati. Ti divarico le gambe e appoggio il mio cazzo tra le labbra della tua figa. Bollente. Mi faccio strada. Fino ai coglioni. Voglio te. Voglio sbatterti. Voglio scoparti con tutta la mia anima. Non voglio fermarmi mai. Voglio continuare guardandoti negli occhi. Voglio vederti. Voglio scoparti. Ancora e ancora. E continuiamo come due disperati, come due persone che non desiderano altro dalla vita. Scopare, scopare, scopare. Trema quando tremo io. Vieni quando vengo io. Senti i fiotti della mia sborra dentro di te. Senti come scivolano fuori dalla tua figa. Senti che continuo a scoparti finché resta duro il mio cazzo. Non fermiamoci ancora. Adesso, adesso. Ho ancora fame di te. Esco e mi abbasso di nuovo a leccartela. Dentro. Sopra. Tra le labbra. Sul buchino. Ti ripulisco tutta. E continuo a nutrirmi di te.

giovedì 19 aprile 2007

Nella penombra della camera da letto intravedo il tuo viso. Ispira sesso. Di quello lento e perverso. Mi avvicino e ti bacio. Sai di buono. Sai di me come se ti avessi appena leccata. Lecco le tue labbra ad occhi chiusi. Lentamente. Mi soffermo con la lingua negli angoli. Poi ne percorro i contorni. Poi affondo. Succhiami. Ancora. Sento il respiro caldo del tuo naso sul mio viso. I nostri respiri si mescolano. Aria torrida di sesso. Le mie labbra sulle tue e le nostre mani sui nostri corpi. Mi abbasso e tiro giù le tue mutandine. L'unico indumento che hai addosso. Ti sfioro con le labbra, ma non è ancora il momento. Torno su e ti lecco i capezzoli che si induriscono tra le mie labbra. Con le dita esploro ogni angolo del tuo corpo. Poi arrivo alla tua bocca. Succhiami le dita. Più forte.  Fammi sentire i denti. Basta. Ho voglia. Scendo giù, divarica le gambe. Voglio leccarti la figa. Inebriarmi del tuo profumo segreto. Mi faccio strada con la lingua e le dita tra le labbra della tua figa. Te la tengo aperta e gioco col tuo clitoride, adoro leccarlo e succhiarlo, specialmente ai lati. E' lì che ti sento gemere più forte. Hai le labbra depilate. Brava. E' una cosa che adoro. Meriti tutte le mie attenzioni per questo.Le mie leccate saranno più attente e minuziose. Le tue mani sono appoggiate sulla mia testa. Ti piace accarezzarmi mentre te la lecco dolcemente. Ti senti dominatrice. Ma è il momento di ripristinare i ruoli. Mi alzo e mi slacci la cintura di cuoio nero. Mi sbottoni i pantaloni e li abbassi. Vedi il mio cazzo sotto al tessuto dei boxer. E' durissimo e la mia bocca odora dei succhi dolci della tua figa. Lo sento fin dentro alla testa. E' il tuo turno. Succhiami. Succhiami il cazzo. Leccamelo, dai. Voglio vedere la tua lingua, sentire le tue guance. Ti abbassi e mi lecchi le palle, poi sali su alla punta e mi scopri la cappella. Apri la bocca e lo metti dentro, lo ingoi e lo succhi a dovere. La tua saliva cola ai lati della tua bocca, mentre stai facendo avanti e indietro con la testa. Hai le dita che impugnano il mio cazzo completamente bagnate. Dammele. Voglio assaggiarle. Ti sdrai sul letto con le gambe aperte. Due dita nella figa per farmi capire quanto sei eccitata. Mi avvicino e affondo il cazzo dentro di te. Già bagnato della tua saliva. E tu già bagnata del tuo nettare dolce. Iniziamo a scopare. Ti tengo per le caviglie e ti lecco i capezzoli, mentre le tue mani afferrano il mio culo e spingono verso di te. Ti piace sentire le mie spinte e ti sento bagnare ancora di più. Grida, grida pure quanto vuoi. Fammi sentire quanto ti piace. Voglio sentirti gridare adesso, venire, esplodere l'orgasmo dalla figa.Stai venendo e anche io vengo, vengo, ti vengo dentro, devi sentire il calore del mio sperma dentro di te, ecco che inizia tutto a diventare più caldo e viscido, ecco che il mio cazzo è in preda agli spasmi, mentre stringi le gambe attorno alla mia vita e sento la tua vagina contrarsi attorno a me. Continuo piano a scoparti, poi più lentamente, sempre più lentamente, fino a quando posso penetrarti, fino a quando il mio cazzo resta duro. Resto dentro di te e ti bacio. A lungo. Avvinghiati oscenamente romantici, l'uno dentro l'altro.

lunedì 5 febbraio 2007

Tracce di te sul mio volto. Quando stamattina ti sei alzata bagnata come una cagna. E appena lontani da occhi indiscreti mi hai fatto sentire il tuo sapore. E' bastato un secondo soltanto, per infilarti due dita nella figa e portarmi il tuo nettare sul viso. Odoro di te. Della mia voglia di scoparti. Dei tuoi gemiti a gambe larghe. Non ci vuole tanto a realizzare il mio desiderio. E il tuo. Restiamo soli in questo luogo aperto al pubblico. Non perdiamo tempo. Mi avvicino a te. Faccia a faccia. Sollevati la gonna. Sbrigati. Fammi sentire quanto hai voglia del mio cazzo. Sento il tuo respiro che soffia sempre più affannoso sulla mia faccia. E i tuoi occhi socchiudersi e allagarsi di piacere. Ti accarezzo la figa da sopra al tessuto del tuo minuscolo perizoma. Sei così gonfia che sento le labbra aprirsi e fuoriuscire ai lati. Mi abbasso davanti a te e ti sposto la striscia di tela che ricopre il tuo sesso. Te la lecco. Passo la lingua tra le labbra su e giù per un bel po'. Mi piace sentire il tuo desiderio colare caldo e farsi sempre più dolce. Infilo la lingua fino a toccare col mento il tuo buco del culo. Lo so che lo adori. Sollevi una gamba e l'appoggi sulla mia spalla. Mentre intanto ti bacio lì sotto con passione. Quando sento che sei un lago e che il mio viso è tutto bagnato, mi sollevo. Scendi. Apri il mio pantalone. Ecco. Così. E' duro e già aperto. Prendilo in bocca. E succhia. Piano! Voglio sentire la tua lingua che me lo lavora per bene. Succhialo. Così. Dolcemente. Tienilo in bocca e non ti permettere di allontanarti! Fammi stare dentro. Ingoiami. Ora leccami. Ma tienilo sempre aperto. Così. Tutto aperto. Voglio che senti la mia cappella nella tua bocca. E che me la ricopri della tua saliva. Sento l'odore della tua figa provenire dal basso. Dalle tue gambe aperte. Sollevati. Voglio scoparti. Appoggiati alla scrivania. Ti sfilo il perizoma e unisci le tue gambe sollevate solo per un istante. Apritela. Entro. Piano. Fino ai coglioni. Sono tutto dentro. Infilo il mio cazzo nella tua figa e la mia lingua nella tua bocca. Ti scopo entrambe. Ti lecco le labbra mentre inizio un dolce ma deciso su e giù tra le labbra della tua figa. Sento la tua vagina accogliermi e pulsare, gonfiarsi e colare miele. Continuo a scoparti mentre le tue braccia mi stringono e le tue gambe si allargano oscenamente. Ti afferro le natiche e stringo, allargandoti il buco del culo. Mi bagno due dita sullo spazio tra la tua figa e il mio cazzo che ci sta sguazzando e te le infilo dietro. Sento le tue dita accompagnare le mie sempre più dentro e desiderare il mio cazzo come la cosa che più vorresti al mondo. Infili la tua lingua nel mio orecchio. Ti sento venire e accelero. Per poi rallentare piano accompagnando il tuo orgasmo. E il mio. Schizzando dentro di te. Mischiando i tuoi umori con il mio sperma bollente. Lente e liquide penetrazioni adesso. Profonde e lente come onde. Fino a quando sento la tua figa contrarsi sul mio cazzo. Scivolo fuori e ti bevo. Bevo dalla tua figa il nostro piacere appena consumato. Nulla andrà sprecato. Ti ripulisco a fondo. E tu sdraiata che ti godi le mie attenzioni.

domenica 21 gennaio 2007

Non aspetti altro mentre sei in ginocchio sul letto piegata in avanti col viso sul cuscino. Mi guardi di lato. Mentre sei oscenamente nuda e aperta. Come una gattina in calore con la coda alzata che mostra il suo desiderio al maschio. Il tuo corpo oscilla leggermente e mi invita. Mi avvicino al fiero pasto. E inizio a sfiorarlo con le labbra. Quelle labbra sulle quali muori ogni volta. Nel silenzio della stanza si sente il tuo respiro. E il suono dolce della mia lingua che esplora le tue carni. Alterno precisi disegni sul tuo clitoride con la punta della lingua a profonde ed abbondanti leccate. Di tanto in tanto entro. Lentamente. Ti bacio profondamente proprio lì. Come un innamorato in preda alla passione. Le tue dita raggiungono la mia bocca e la penetrano raccogliendo saliva. Poi si immergono nella tua figa, lottando con la mia lingua per la supremazia del piacere. Ma devo essere io a nutrirmi di te. Dopo verrà il tuo turno. Ti blocco le mani e affondo di nuovo la lingua. Mi soffermo col mento tra le labbra e passo a leccarti il buchino. Lo sento contrarsi. Come pensavo. Le mie leccate funzionano a meraviglia. Con un piede mi accarezzi il cazzo, per farmi capire che è il momento di penetrarti. Ma devi soffrire ancora un po', mia cara. Sono io a decidere quando entrare. Quando e come possederti. Ti lecco ancora e ancora. Ti porto sin sulla soglia dell'orgasmo con la mia lingua aperta. E ti lascio qualche secondo così. Sulla linea di confine che separa l'inizio dalla fine della vetta. Mi alzo. Il mio cazzo è già completamente aperto. Bagnami la punta. Succhia. Ancora. Mettici saliva. Fà in modo che coli saliva dalla cappella. Brava. Così. Adesso stà giù. Appoggio la punta del cazzo al clitoride e strofino un po'. Questo cazzo tra un po' sarò tuo. Sento le tue dita scorrere da sotto e divaricare la figa. Entro lentamente. E' largo e lo sai. Però scivolo un po' alla volta tutto dentro. Con due dita strofino il buco del tuo culo, ancora bagnato dalle mie leccate. E intanto il mio cazzo duro si fa strada nella tua vagina grondante nettare bianco. Nettare che fuoriesce ad ogni spinta e dipinge schizzi di piacere sulle grandi labbra. Sei aperta più che mai ed io gonfio e duro. Spingo fino ai coglioni, che sbattono sulle tue dita, che nel frattempo stanno torturando il tuo clitoride. Spingo, spingo e spingo ancora, ti sento venire a ripetizione e continuo ancora e ancora e ancora. Sto venendo anche io e non ho alcuna intenzione di uscire e me la godo dentro di te fino in fondo. Fino a quando senti i miei schizzi bollenti bruciare sul suo utero e sporcare tutta la tua vagina, le tue labbra, le tue gambe. Mi piego su di te col cazzo ancora dentro. Ti bacio sul collo e ti stringo da dietro. Anche se per una sola volta. Anche se è l'ultima.

martedì 9 gennaio 2007

Mentre ci avvolgono le note brillanti di Long train running, accosto la mia macchina su questa strada polverosa piena di sole. Ho voglia. Adesso. Scendo e faccio il giro verso il tuo sportello. Lo apro e ti invito a scendere. Occhi negli occhi ci sciogliamo di desiderio. Di passione. Ti giro e ti alzo la gonna. Voglio leccarti. Scosto il minuscolo perizoma che indossi e tu, da brava troia, ti chini in avanti per accogliere la mia lingua. Mi do da fare per bene. Non trascuro alcun dettaglio. Ogni singola piega della tua intimità. Ogni millimetro della tua femminilità viene accarezzata dalla mia lingua. Vedo il tuo piacere colare lungo le gambe. E' il momento di farti sentire il mio. Mi alzo e sbottono i pantaloni. E' già quasi del tutto scoperto. Te lo infilo su per la figa senza esitare. E inizio il ruvido su e giù, sempre più scivoloso. Grazie al tuo godimento. Intanto al di là della strada non passa nessuno. Siamo proprio isolati. Io, te e questa scopata meravigliosa. Questo ti eccita ancora di più. Lo sento. Lo sento da quanto ti tremano le gambe mentre stai venendo. E più lo sento e più continuo a scoparti, sempre più forte. Fino alla fine. Fino a quando reggo. Fino a quando scivolo fuori da te e con una mano ti prendo il viso. E ci vengo su. Spruzzando tutto ciò che ho tenuto dentro per te. Resta così. Lasciamoci accarezzare dal vento. Dammi le tue labbra, voglio baciarle. Morderle. Farti sentire che sei mia, mentre con una mano ti cingo la vita e ti stringo a me.

sabato 16 dicembre 2006

Le mie mani addosso. Le senti. Forse vorresti evitarle, forse no. Intanto le senti e ne porti il ricordo con te, quando ti sono lontano. Lo so. Le vorresti addosso SEMPRE, sentirle sfiorarti, esplorarti, desiderarti. La mia bocca ti parla e la mia lingua articola le parole come farebbe con il tuo piacere. Solo per il tuo piacere. Voglio. Voglio entrare dentro di te. E lo sto facendo. E voglio guardarti in faccia. Leggere la tua vergogna, i tuoi sensi di colpa sommersi dal tuo godimento. Gli occhi chiusi come a nascondere le tue bugie. La bocca appena dischiusa come a voler bere, ma di nascosto, tutto il piacere di questa scopata. Mi ci infilo tra quelle labbra. Tra le tue braccia. Tra le tue gambe. Mi muovo smanioso di entrare, quasi volessi passarti oltre. Oltre il tuo finto perbenismo. Oltre le tue false resistenze. I tuoi no bagnati e dalle gambe aperte. Ti sono dentro e lo sai. E lo vuoi. Che tu lo ammetta o no.

giovedì 14 dicembre 2006

Sono stato molto impegnato, ma eccomi ancora qui. Grazie a chi nel frattempo è passato da queste parti. Si ricomincia, stavolta sul serio.