sabato 24 giugno 2006

Aprirti il culo con le mani e gustarmi il tuo dolce frutto. Inutile fingere. Siamo questo. Tira giù la pelle e succhia. Lecca. Lo so che ti piace. Non fingere. Non fingere di scandalizzarti per nulla. L'odore, il sapore, i nostri istinti animaleschi. Frugare, cercare l'intimità, il centro del corpo. Una donna con le gambe divaricate. Una figa davanti al mio viso, davanti alla mia bocca. Da annusare, da guardare, da leccare, da esplorare ogni volta che ne ho voglia. E ogni volta che non ne ho. Sempre. Il mio cazzo come premio di tanto splendore.

venerdì 23 giugno 2006

Palazzo di vetro pieno di uffici. Ora di punta. In ascensore io, un signore, te, che sei la prima volta che ti vedo in vita mia. Il signore guarda per terra, io e te ci lanciamo uno sguardo fulminante. Ultimo piano per noi, il signore scende al secondo. Restiamo soli. Pochi interminabili istanti. Ti muovi per prima e decidi di sfruttare questi pochi secondi. Appoggi la tua borsa a terra. Ti sollevi la gonna con una mano. Scopri le tue autoreggenti. Con l'altra mano scosti le mutandine e ti infili due dita nella figa. Bagnata da morire. Le infili fino in fondo. Intanto l'ascensore sale...4...5...Mancano 3 piani. Sfili le dita fradice. Velocemente ti riabbassi la gonna. Prendi in mano la borsa e ti avvicini a me con le dita bagnate. Me le porgi alle labbra. Spargi il tuo miele sotto al mio naso. Appena dentro alle mie narici. Poi sulle labbra. Le porte stanno per aprirsi. Ti lecco le dita per prendere tutto ciò che posso prima che tu sparisca. Si aprono le porte e sparisci nella folla. Io resto tutto il giorno col tuo odore persistente. Non andrà via per molto, moltissimo tempo. Ogni tanto inspiro e sento l'odore del tuo sesso, della tua fugace eccitazione. Ovunque mi trovi. Con chiunque mi trovi.

mercoledì 21 giugno 2006

Legato con i polsi dietro alla schiena. Sdraiato per terra. Le persiane abbassate. Tu in penombra ti avvicini. Nuda, tranne le autoreggenti nere ed i tacchi a spillo. Ti avvicini verso la mia testa. Dal basso vedo uno spettacolo meraviglioso. Allarghi le gambe. Ti abbassi lentamente. Mi sfiori il naso con la figa. Te ne resti lì, con il tuo sesso davanti alla mia faccia. Non ti tocco. Non ti tocchi. Fermo con le mani legate non posso toccarti. Tiro fuori la lingua ma non ci arrivo. Tanta meraviglia e non poterla toccare. Sono eccitatissimo. Mi prendi il cazzo in una mano e lo apri tutto tirando la pelle fino alla base. Ci fai colare la tua saliva. Poi ancora. E' scivoloso adesso. Il rumore liquido della tua mano che fa su e giù, che passa attorno alla cappella, si sofferma sul buchino. E la tua figa in faccia. Si schiudono le labbra appena. Poi generosa ti abbassi un po'. Tanto da infilarti sul mio naso. Ti appoggi. Ti siedi. E inizi un lento dondolìo. Avanti. Indietro. Sento il calore del tuo miele colarmi sul viso. Mi stai scopando la faccia. Sento il tuo respiro farsi pesante. Con la mano mi stai pompando tutto l'uccello. Arrivi alla base, fai scivolare la mano dalla cappella fino alle palle. Vorrei leccarti la figa. E' la cosa che più vorrei al mondo adesso. Ma tu insisti sul mio naso. Sento forte il tuo odore, mi inebria, ti sento gemere. Lasci il mio cazzo e in questo sessantanove a senso unico resti con la tua figa incastrata sulla mia faccia. Mi afferri con le mani la testa e te la schiacci sul sesso. Strofini forte, ti sento venire, ti contorci e ti dimeni di voglia sul mio naso, mi cospargi il viso dei tuoi umori caldi, mentre ho le narici piene del tuo dolce brodo viscoso. Ti alzi e ti giri. Hai deciso che sono la tua preda legata. Ti siedi sul mio cazzo infilandoti rapidamente. Senza farmi uscire, con le palle a contatto della tua figa, inizi a muovere il bacino come un'invasata, avanti e indietro, mentre con le mani mi spalmi su tutta la faccia i liquidi che mi hai lasciato prima. Pochi secondi e ti sento gridare, stai venendo ancora, ti godi l'orgasmo fino alla fine. Poi ti alzi dalla mia asta ancora dura e con pochi colpi accogli i miei spruzzi sul tuo viso, uno, due, tre, fiotti caldi. Con le dita raccogli tutto e assaggi. Fino all'ultima goccia. Mi lasci così a terra. Ti alzi ed entri nel bagno di fronte a me e lasci la porta aperta, in modo che ti veda. Ti siedi. Allarghi le gambe. E parte la tua pisciata. Suono celestiale. Oro nell'acqua. Mi guardi e accenni un sorriso malizioso. Ti guardo e ti aspetto. So che mi spetta. So che potrò godere di qualche goccia di quel nettare. E così è. Non ti asciughi. Ti alzi e vieni verso di me. Stavolta sei di fronte. Ti abbassi appoggiando un ginocchio per terra accanto al mio viso. Ti apri la figa e l'appoggi alle mie labbra. Ti lecco e con un sorriso ti ringrazio. Di avermi donato tutto questo.

martedì 20 giugno 2006

Entro nella tua intimità brutalmente. All'improvviso. Qualsiasi cosa tu stia facendo. Seduta al tavolo stai scrivendo. Arrivo assetato di te e disintegro tutti gli ostacoli. Voglio leccarti la figa. Senza neanche dirtelo, mi abbasso. Ti alzo la gonna e ti sfilo  le mutandine. Tu capisci cosa voglio e allarghi le gambe, cercando di continuare a scrivere mentre io faccio il mio servizietto. Ma non ci riesci. Ti siedi sul bordo della sedia con le gambe larghe. Spegni la lampada della scrivania. Trovo le tue labbra chiuse, ma con il clitoride gonfio e sporgente. A lui la prima leccata. Raccolgo sulla lingua un po' di saliva e la passo sul clitoride. Il tuo sapore è un po' amaro.  Bisogna andare a fondo. Senza usare le dita, soltanto con la lingua, mi insinuo tra le piccole labbra. Inizio a sentire gli umori dolciastri. Entro sempre di più, fino in fondo, ho il viso schiacciato contro il tuo pube. Respiro col naso a fatica. Ma mi godo questo frutto succoso. Muovo la lingua dentro di te. La mia lingua forte e calda ti esplora, ti scava, vìola ogni piega intima e nascosta di te. Ne estrae viscosità bianche e dolci. Intanto che ti bacio  la figa con passione, con le mani ti abbasso le spalline e scopro i tuoi seni. I tuoi capezzoli duri si lasciano sfiorare e strapazzare dalle mie dita. Affondo la lingua e la strofino tra le labbra aperte.Poi esco. Mi soffermo sull'uretra e la lecco con la punta della lingua. Ora uso le dita per aprirti le piccole labbra, larghe e sporgenti. Le succhio come ostriche. Strofino tutto il viso sulla tua figa e mi bagno di te. Reclami il mio cazzo. Mi alzo e mi sbottono i pantaloni. Tu abbassi i miei boxer e lo trovi già scappellato oscenamente. Le vene gonfie a fior di pelle e la cappella viola di sangue. Lo imbocchi e resti ferma con la testa. Muovi la lingua larga sulla cappella e me la massaggi scivolosa. Poi ti soffermi sulla punta e quasi vorresti entrarci con quella lingua. Sento provenire dal basso il rumore delle tue dita che pastrugnano la figa. Ti stai impiastricciando tutta e devi essere un lago lì sotto, a giudicare dal suono liquido. Sei senza vergogna, senza pudore. Come me. Ti prendo per i fianchi e ti faccio sedere sul tavolo. Ti sdrai e allarghi le gambe. Mi godo la visuale, seppure in penombra, di questo spettacolo meraviglioso. Te con la figa aperta e bagnata fino a fuori. Le tue gambe divaricate. I tuoi seni gonfi. Il tuo viso stordito dal desiderio. Appoggio la punta del cazzo tra le labbra. Entro di qualche centimetro. Solo la cappella. Voglio stuzzicarti. Esco. La strofino tra le labbra. Poi sul clitoride. Poi l'appoggio al buco del culo. Poi entro di nuovo. Lo so che stai per impazzire. Lo sto facendo di proposito. Infatti non ce la fai più e mi afferri i glutei con le mani e spingi forte verso di te. Inizio a sbatterti forte, scivolo dentro che è un piacere, sei inzuppata dentro e fuori e ho il pube completamente bagnato della tua dolce brodaglia. Sento il tuo odore mentre ti scopo, mi lecco le dita e le passo scivolose sui tuoi capezzoli duri, li tormento con mestiere, mi fermo e li stuzzico di nuovo. Sento colare roba dalla tua figa tra i tuoi glutei. Raccolgo tutto con le dita e assaggio. Troppa bontà non va sprecata. Tutto questo,  mentre ti scopo imperterrito, no, non vengo se non vieni tu, sborriamo insieme, io dal cazzo e tu dalla figa, quindi scordatelo che mi vedi venire prima di te. Ma tu non ci metti molto. Ti aggrappi alle mie spalle e in un orecchio mi sussurri di venire adesso! Sto per staccarmi, quando con le gambe mi stringi incrociando i piedi e mi gridi di venirti dentro! Io ho le palle gonfie e dure e non resisto più. Mi lascio esplodere in un orgasmo da malati di mente, non capisco più nulla e ti sento tremare e gridare anche tu, per il continuo sfregare del mio cazzo nella tua figa, agevolato dal mio sperma che esce copioso e ci sporca tutti e due, sporca i nostri sessi, il tuo culo, le mie palle, cola ovunque ma il mio cazzo resta duro e sfrutto tutti i colpi che posso per sentirti cavalcare la cresta dell'onda dell'orgasmo fino alla fine. Ne ho ancora voglia e prima che il tuo orgasmo scenda, esco dalla figa, mi siedo sulla sedia e mi avvicino con la bocca al tuo sesso. Inizio a leccarti furiosamente il clitoride e ti infilo due dita dentro a cercare e trovare il punto G. Le muovo impazzite mentre ti sento gemere forte sotto ai colpi della mia lingua, vieni e vieni e vieni ancora, ti ho infilato un dito nel culo, che sento contrarsi ad ogni spasmo, come se volessi risucchiarmelo dentro. Mi prendi le mani e le sfili, sei soddisfatta. Mi alzo e appoggio il mio corpo a te, sdraiati sul tavolo, io all'impiedi e tu con le gambe ancora aperte per il piacere. Ti bacio in bocca lentamente. Il tuo viso tra le mie mani bagnate.

lunedì 19 giugno 2006

Adoro quando ti lavi. Seduta sul bidet con le gambe divaricate e il tuo sesso rivolto verso il getto d'acqua bollente. Nuda e scalza. Solo un babydoll rosa trasparente che ti sfiora. Il bordo copre appena le fossette sui glutei. Gambe larghe, i piedi scalzi piegati sulle punte. Ti guardo adesso, ancora bagnato in accappatoio. Tu sei tutta intenta a lavarti la figa. Con le dita te la apri. adesso. Versi l'acqua calda tra le labbra. Sul clitoride. Coccoli e accarezzi il tuo sesso depilato e morbido. Mi slaccio l'accappatoio. Mi avvicino a te. Che resti seduta a trastullarti la figa. E ti imbocco. Il mio cazzo è duro e teso. Fresco e pulito da doccia. Con una mano lo afferri e lo spingi tutto in gola. Lo gusti. Mi fai sentire la lingua sul buchino. Premi, sì, premi e mi fai impazzire. Il vapore dell'acqua bollente sale e ci avvolge in un abbraccio caldo. Il bagno si riempie piano piano di una nuvola morbida. Mentre avida e imperterrita continui a succhiarmi il cazzo. Mi lecchi le palle, senti le mie vene sotto alla tua lingua. Mi stacco e ti alzi. Senza allontanarti dal bidet, ti pieghi in avanti e mi offri le tue prelibatezze. Mi avvento sulla tua figa come un lupo affamato. La lecco, la succhio, ci affondo la faccia e la stronfino tutta sulla tua figa. Ti scopo con ogni parte del mio viso. La bocca, gli occhi, il naso, il mento e persino le orecchie. Se potessi, ti penetrerei con tutta la testa. Ho fame rabbiosa di te. Mi accanisco sul tuo buco del culo. Lo lecco fino all'esasperazione. Ci infilo la lingua per qualche centimetro. E col mento ti continuo a scopare. Vedo i tuoi umori bianchi e densi scivolare fuori dalle labbra della figa. Colare verso il clitoride. Li raccolgo ingordo. Ti voglio mangiare a soddisfazione. Con la faccia tutta piena del tuo miele biancastro, mi stacco. Mi siedo dietro di te. E ti faccio sedere infilandoti sul mio cazzo. Ti abbraccio da dietro. Ti afferro le tette, tenendo tra le dita i capezzoli. I tuoi piedi sopra i miei. Siamo nudi completamente. Nudi di tutto. Solo io e te nella nostra essenza. Iniziamo questa scopata sublime, con l'acqua calda che massaggia i nostri sessi che si sfregano tra loro. Questo amplesso scivoloso e liquido che ci fa delirare, diciamo le cose più sconce e più terribili. La tua figa è diventata un'oasi molle e bollente. Il vero frutto della vita. Hai bisogno di pisciare. Me lo dici così, senza mezzi termini. Esco dalla tua figa e te lo pianto nel culo. Una volta entrato tutto, ti fermi. Appoggi i piedi sulle mie gambe. E ti lasci andare. Il tuo ruscello dorato forma un arco brillante davanti a noi. Mentre me ne sto beato a godermi questa inculata sospesa, con te che senza ritegno continui a pisciarmi sulle palle, sulle gambe ovunque. Mischiando i tuoi liquidi caldi con quelli che sgorgano dal rubinetto. Sento il tuo odore di femmina. Mi eccito ancora di più. E inizio a muovermi forte nel tuo culo. Ti infilo due dita nella figa. Ti scopo così contemporaneamente  nei due buchi e con l'altra mano non smetto di titillarti i capezzoli, duri e dritti. Appoggi i piedi a terra e prendi a saltare furiosamente sul mio cazzo, hai voglia di venire e mi gridi di sborrarti dentro al culo. Mi dici di tenere duro ancora qualche secondo. Poi ti abbandoni a grida scomposte e ti dimeni e io capisco che è il momento di lasciarmi andare, vengo, vengo tanto, sento salire lo sperma su per il cazzo, ti inondo, ti riempio, mi contraggo una, due, tre, quattro, cinque volte, tanti sono i fiotti di sborra che ti spruzzo dentro, sono densi e viscidi e colano giù dal tuo culo, mentre sento la tua vagina contrarsi sulle mie dita negli spasmi violenti del tuo orgasmo. Restiamo fermi a respirare profondamente. Incollati, io dietro di te. E l'acqua che scorre. Ti lavo accuratamente. Tu intanto fai lo stesso con me. Nudi e di sesso.
Torno e ti trovo sul letto. Stesa pigramente, mezza addormentata. Sei nuda e con una mano tieni aperte le labbra della figa. Con due dita. E' bagnata e il tuo odore pervade tutta la stanza. Con l'altra mano ti sgrilletti il clitoride. Usi il dito medio. Scivola facendo piccoli cerchi rapidi. Irregolari. Caldi. Resto all'impiedi ad ammirarti. Tu, illuminata dalla poca luce che filtra dalla finestra. Mi posiziono di fronte a te. Mi spoglio completamente. Parto dal basso. La prospettiva è bellissima. Vedo le tue dita che danzano sulla tua figa bagnata. Ti sgrilletti, ti penetri, è tutta lucida. Succosa. Avvicino la bocca ai tuoi piedi. Li lecco piano. Succhio le dita. Tu intanto continui a godertela da sola. Salgo su. Passo la mia lingua dietro alle caviglie. Delle tue gambe oscenamente aperte. Senza vergogna. Senza limiti. Arrivo al tuo interno coscia. Sento forte l'odore della tua figa. Ma devo resistere. Ti bacio l'interno delle cosce. Ci passo la lingua aperta. Ampie e lente leccate. Ti sento gemere. Passo da una parte all'altra toccando appena con il naso il tuo clitoride. E' bagnato e profumato. Le tue dita continuano imperterrite. Lente e vogliose. Ti succhio le dita delle mani. Sanno del tuo sesso. Sanno di te che sei il mio desiderio. Con le nostre mani apriamo la figa completamente. Vedo persino il buchino dell'urina. Tiro fuori la lingua e affondo. Ti penetro la vagina con decisione. Lecco dentro, frugo, scivolo, muovo con forza la mia lingua impazzita. Mentre sento sgorgare nuovo nettare da dentro di te. Esco di nuovo per leccarti il buco del culo. Come se ce ne fosse bisogno. E' inzuppato dei tuoi umori. Ci metto la mia saliva. Torno con la lingua nella figa e nel culo ti ci infilo due dita. Lentamente. Fino alla base. Le muovo piano. Le sento sotto alla mia lingua, che intanto esplora la vagina. Il mio naso preme sul clitoride. Lo strofino durante la gustosa leccata e ti sento godere. Allungo l'altra mano sulle tue tette. Sento i capezzoli durissimi. Raccolgo la saliva dalla tua bocca e la spargo sui seni. Sui capezzoli ormai di pietra. Mi prendi la testa e mi tiri su verso di te. Mi infili la lingua in bocca per sentire quanto è dolce la tua figa. Ma vuoi il mio cazzo. Ti sollevi e lo prendi in bocca. E' mezzo aperto per l'eccitazione. Con le labbra ne tiri giù tutta la pelle e assapori la mia cappella gonfia e violacea. Mi riempi il cazzo di saliva, mi fai sentire la lingua sotto alla spaccatura del glande, sul filetto, sul buchino. Godo come un animale. Prendo il cazzo e te lo sfilo dalla bocca. Lo passo sulle tue guance, sulle tue labbra e ti guardo negli occhi. Ci capiamo al volo. E' tempo di scopare. Scendo giù e mi infilo dentro di te. Scivolo in un attimo nella tua figa. Cazzo e figa. Bagnati dei nostri desideri liquidi. Sei aperta come non mai. Le gambe larghe per accogliere meglio il mio membro. Senti lo scorrere del cazzo attraverso le pareti vaginali, le piccole labbra spinte dentro e poi fuori in questo stantuffare continuo, le palle che ti sbattono sul buco del culo, le nostre lingue che ormai grondano delle nostre salive, danzando viscide tra loro. Mi afferri il culo con le mani e mi spingi forte dentro di te, accompagnando le mie spinte violente. Ti piace mentre ti sbatto e si sente. Si sente colare tutto. Ho le palle tutte bagnate di te, del tuo liquido, del tuo miele dolce e scivoloso. Ti sento stringere le cosce in preda all'orgasmo. Con le gambe e le mani mi stringi a te in una morsa. Mi gridi di venirti dentro e mi lascio trasportare dall'orgasmo, senti gli schizzi bollenti del mio sperma colpire il collo dell'utero, poi fuoriuscire, io continuo a spingere sfruttando gli ultimi attimi di eccitazione, scivolo tra il mio sperma e i tuoi succhi densi e bianchi, finché il mio cazzo non scivola fuori spontaneamente. Siamo bagnati e soddisfatti. Ma non mi alzo. Con un gesto afferri il lenzuolo e copri i nostri corpi accaldati e bagnati. Restiamo così, con le bocche a contatto tra loro. A respirare e leccare le nostre labbra. Premio meritato per questa sublime scopata.

domenica 18 giugno 2006

Il tuo sorriso. Le tue labbra. Quelle per cui impazzisco. Ti guardo mentre sei assorta nei tuoi pensieri enigmatici. Mentre ti mordi quel dolce frutto. E mi inviti. Mi avvicino e appoggio le mie labbra alle tue. Le porgi. Poi le apri. Lasciamo che le nostre lingue s'incontrino. Non esistiamo più. Esiste solo questa danza scivolosa e calda. Buio e silenzio. Soltanto il suono delle nostre bocche. Delle nostre lingue. E il battito del nostro cuore. Che fa male. Sono raffiche impazzite di pugni sul petto. Neanche ci siamo accorti di essere nudi. All'impiedi. Uno di fronte all'altra. I nostri sessi a contatto. Le nostre bocche incollate. Poi staccate. Le nostre lingue che non smettono mai di toccarsi. Di esplorarsi. Di accarezzarsi. Fino a quando decidi di spostare quel paradiso su tutto il mio corpo. Mi sfiori il collo. Le spalle. Il torace. Sempre e solo con la bocca. Chiudo gli occhi. Mi lascio trasportare.  Scendi giù e trovi il mio cazzo. E' duro e teso. Tutto scoperto. Completamente. Lasci colare della saliva sulla punta. Con la lingua la spargi su tutta la cappella. Sei dolce e sensuale allo stesso tempo. Mi fai impazzire. Decidi di prendermelo in bocca. Mi sento avvolgere dal tuo paradiso. Mi succhi, mi lecchi, un caldo abbraccio. Ti sollevi e appoggi nuovamente le labbra sulle mie. Le annuso, le gusto. E sento le mie voglie. E il tuo sapore. Meraviglioso. Con le dita sento che sei bagnata e aperta. Le porto alle nostre labbra danzanti. Il tuo sapore ci pervade. E' il momento. Ti appoggi con la schiena al muro. Ti sollevo una gamba. La tieni piegata dietro di me. Ti penetro così. All'impiedi. Di fronte a te. Mentre le nostre bocche sono sempre attaccate. Le voglio per sempre quelle tue labbra. Lo voglio per me il tuo paradiso. Continuiamo a scopare. Scivolo dentro te con dolcezza. Poi con decisione. Con le braccia mi cingi il collo. Sei una creatura divina. Mi do a te completamente. Ti scopo con l'anima.  Tu l'hai aperta. I miei colpi si fanno più duri. Sospiri nella mia bocca ed io nella tua. Veniamo insieme. Contemporaneamente. Un corpo, un'anima. Gli spasmi sembrano non finire mai. Quando terminano, ci gira la testa. Restiamo appoggiati al muro. Io di fronte a te. Su di te. Il mio cazzo abbandona lentamente la tua figa. Cola tutto tra le tue gambe e per terra. Non ce ne accorgiamo. Non sentiamo niente. Solo le nostre bocche unite. Le nostre lingue. I nostri respiri.
Tu sai come mi piace. Quando mi succhi il cazzo, usa le labbra come la tua figa. Succhiami morbida. Non farmi mai sentire i denti. Usa le labbra e la lingua con tantissima saliva. Ingoialo tutto. Fino ad appoggiarmi il mento sulle palle. Fai scorrere la lingua larga sull'asta. Poi sulle palle. Leccale. Stuzzicami il buchino sulla cappella con la punta della lingua. Soffermati a leccarlo. Con la mano tira giù tutta la pelle. Torturami di leccate il filetto. Pompa con la bocca. Continua. Con l'altra mano tienimi le palle. Le sentirai contrarsi nell'orgasmo. Non ti staccare. Continua. Succhiamelo. Sto venendo. Adesso. Bevi, bevi, bevimi tutto. Ripuliscimi con la lingua, tra la pelle e la cappella .Succhiami ancora. Piano. Adesso tocca a te. Sdraiati e allarga le gambe. Brava. Così. Ti sfilo le mutandine. Sei bagnata. Ma non basta. Te la ripulisco con la lingua. E te la bagno con la mia saliva. Ti lecco lentamente. Voglio che te la goda. Leccate larghe su tutte le labbra. Scendo al buco del culo. E' delizioso. Lo tormento di leccate. Mentre col naso infilato nella tua figa ne sento le contrazioni. Ho il naso tutto bagnato. Lo strofino tra le tue labbra e sul clitoride. Su e giù. L'odore della tua figa deve restarmi addosso. Quando sarò in mezzo alla gente e sentirò quello che gli altri non possono sentire. L'odore di te. Del tuo sesso. Continuo a leccarti, senza metterci le mani. Tu te la apri. E io affondo la lingua. Il mio naso schiacciato sul tuo pube. La mia lingua che scava dentro di te. Voglio il tuo clitoride. Lo lecco velocemente con la punta della lingua. Voglio sentirti venire. Ti sfinisco di leccate, la mia lingua è rapidissima e dura, calda e scivolosa. Vienimi in bocca. Continua a darmi il tuo miele. Vieni, vieni, dai, vieni ancora, ho tutta la tua figa in bocca e la lingua che continua a saettare sul tuo clitoride. Vieni e non fermarti mai, brava, così, muovi il bacino, scopami la bocca. Ma non mi scollo da te. Neanche quando hai finito di godere. Voglio passare dall'orgasmo violento alla tenerezza. Ti continuo a coccolare la figa con le labbra e la lingua calde. Ti lavo per bene con la mia bocca. Te la bacio. Salgo su e ti bacio. Le nostre lingue iniziano un altro amplesso. Ma dolce. Una danza sensuale, ma lenta. Ci prendiamo tutto il tempo che vogliamo. Per assaggiare i nostri sapori.
Ho voglia di scopare anche subito dopo averlo fatto. Spesso mi piace dedicarmi alla figa alla fine dell'amplesso, leccarla, succhiarla, mi eccita tantissimo. E sono pronto a ricominciare. Mi piace andare avanti a scoparti. Tante volte quanti sono gli orgasmi che posso avere. Fino a quando raggiungo l'orgasmo senza eiaculare. I tempi si allungano. E ogni scopata successiva diventa un brivido più lungo. Noi nudi dei nostri abiti. Nudi delle nostre ipocrisie. Nudi del nostro falso perbenismo. Puro, egoistico, animalesco godimento. La tua pelle e la mia. Esplorare, durante la nostra ricca e lenta scopata, le pieghe più nascoste. Resto dentro di te alcuni secondi. Tutto infilato. Fino alla base. Ti sento contrarre la vagina. Contraggo il cazzo anch'io. Esco, rientro, mi fermo di nuovo. Ti guardo. Ti bacio. Godiamo lentamente. Facciamo tutto quello che ci pare. Io lo faccio a te e tu lo fai a me. Senza chiedere. Mangiamoci.

venerdì 16 giugno 2006

Un corpo senza volto. Un cuore senza anima. Tu strumento del mio piacere. Io strumento del tuo. Solo corpi. Solo sesso. In controluce ti scruto, mi avvicino e ti guardo. Senza spogliarti. Senza toccarti. Ti respiro. Mi respiri. Per lunghi e interminabili attimi. Fragile e forte come questo tempo che dividiamo. Rubiamo gli attimi di eterno, prima che sia tardi. Il presente è adesso. E' piacere. E' estasi. Facciamo l'amore come se non l'avessimo mai fatto, ma sempre desiderato. Come se fosse il nostro ultimo desiderio di condannati al persemprealtrove. Guardarsi, leccarsi, annusarsi, scoparsi. Puro istinto. Pura leggerezza. Pura poesia. Scopiamo le nostre anime nel profondo. Infinitiamo i nostri corpi. E' solo una volta e mai più. E' per non dimenticarla mai.

giovedì 15 giugno 2006

E' da molto tempo che non ci vediamo. Ma continui a piacermi. Siamo all'università ma non credere che mi sfuggirai ancora. Ti prendo per un braccio e ti porto nel cesso delle donne. Tanto di mattina non c'è quasi nessuno. Mi chiedi che cosa stia facendo, ma lo sai bene. E non ti opponi. Ci chiudiamo dentro ad uno dei bagni e in un metro quadro siamo uno di fronte all'altro. Sei profumata come sempre. I tuoi occhi neri mi penetrano quasi quanto sto per fare io con te. Su quel tuo culo che ho sempre sbirciato sotto ai tuoi pantaloni. Che tante volte avrei voluto strapparti di dosso. Ti infilo la lingua in bocca e ti sento ansimare,  palpitare. L'odore acre che viene dal pavimento non ci disgusta. Anzi. E' eccitante, sa di sporco, sempre meno di quello che stiamo facendo. Mi apri la camicia e passi la lingua sul mio collo e sul mio torace. Ti abbasso il decolleté e tiro fuori le tue bellissime tette, i capezzoli ancora morbidi che diventano duri sotto ai miei denti e alle mie leccate. Ti sollevo la gonna e ti tiro giù le mutandine. Ti siedi a gambe larghe sulla tazza e appoggi i piedi al muro. Sono in ginocchio davanti alla tua figa depilata. Te la apri con due dita. Mi inviti con lo sguardo. Leccamela. Tutta. Dentro. E non dimenticare il buco del culo. Il mio viso sulla tua figa adesso. La mia lingua dentro che si muove impazzita. Le larghe leccate sopra e tra le labbra. La pelle della tua figa fresca rasata è morbidissima. Non smetto di leccare. Con le mani ti stringo le tette, ti pizzico i capezzoli, me li passo sul viso, ho voglia di scoparti. Ti stai masturbando con due dita nella vagina. Mi alzo e mi tiri giù i pantaloni. Lo afferro e lo scappello tutto. Te lo infilo in bocca. Con la lingua disegni vogliose geometrie su tutto il mio cazzo, te lo infili in gola fino a toccare le palle col mento, si vede che hai proprio fame. Basta, la figa adesso. Ti prendo per le gambe e ti infilo il cazzo nella figa. Sei un brodo. Ti tappo la bocca con una mano. Voglio che tu ti senta mia, anche se per pochi istanti di piacere. Ma devi essere mia. Scopiamo e ce la godiamo grandiosamente. Mi infili le tue dita in bocca. A modo tuo vuoi possedermi anche tu. Te le lecco e te le succhio. Ti sfilo i sandali e ti succhio le dita dei piedi, mentre ti scopo. Ho voglia di tutto di te. Con l'altra mano non lascio la presa sulle tue tette. Sei mia. Esco dalla tua figa bagnato fradicio e appoggio la punta del cazzo al tuo buchino, dopo averci sputato su. Ora è davvero ben lubrificato. Entro piano, devi sentirlo centimetro per centimetro. Ti infilo due dita nella figa, tanto per non lasciarla da sola. E inizio avanti e indietro, dentro e fuori, questa golosa inculata. Ce la godiamo tutta, in queso cesso, clandestinamente, mentre sentiamo qualcuno entrare, pisciare, uscire, altre fighe che si aprono, che si bagnano, che si asciugano. Sono eccitatissimo, tu godi come una troia in calore. Stiamo per venire entrambi, la tua figa è aperta e continua a produrre umori che colano sul mio cazzo. Il mio cazzo duro che ti sta scopando nel culo. Non ne puoi più e ti lasci andare, vieni stringendo il culo, non resisto neanche io e via, vengo versandoti nell'intestino tutta la mia sborra bollente, spingo ancora 4, 5, 6 volte e resto dentro a questo paradiso. Poi esco. Fammi assaggiare. Fatti leccare ancora. Hai la figa tutta arrossata e il culo allargato per la scopata. Bacio il tuo sesso. Bacio te. Ci rivestiamo e  usciamo. Per qualche attimo sei stata soltanto mia. Adesso torna da lui.
Prendi il sole come sempre. Ma oggi ho deciso di non resistere. Sdraiata in costume su quel lettino bianco, sei bollente al sole. Sei quasi addormentata. Mi avvicino lentamente. Inizio da sotto a baciarti i piedi, poi le gambe...tu, quasi come se te lo aspettassi, non opponi resistenza. Anzi. Appoggi i piedi a terra e allarghi le gambe come ad invitarmi. Mi avvicino con la bocca al tuo sesso. Ne intravedo la fessura attraverso il costume. Tu scosti la parte davanti e me la offri davanti al viso. E' tutta aperta. I tuoi umori luccicano al sole. Ci passo la lingua e assaporo. Sei dolce e salata insieme. Te la lecco tra le piccole labbra e con il naso ti strofino il clitoride. Sollevi le gambe e appoggi i tuoi piedi sulle mie spalle. Vuoi la mia lingua dentro. Con le dita ti sfioro i capezzoli, le mie dita umide di te. Nell'aria si sparge il profumo della tua figa bagnata. Non resisti, vuoi il mio cazzo. Mi alzo, mi abbasso il costume e me lo prendi in bocca. E' duro e ti bastano due dita per aprirlo. Me lo inondi di saliva, ci sputi sopra un paio di volte e spargi tutto sulla cappella. Voglio scoparti. Ti allargo le gambe e ti strofino la cappella sul clitoride. Poi tra le labbra. Ti vedo impaziente toccarti le tette e implorare il mio cazzo dentro di te. Scivolo dentro di te e mi fermo. Voglio che senti. Senti il mio cazzo duro dentro di te fino alla base. Lo indurisco, senti. Sentilo pulsare. Mi avvolgi con la figa in un abbraccio caldo. Esco piano. E riaffondo. Esco ancora. E riaffondo. Mi hai bagnato tutto il cazzo. E anche le palle. Troia. Adesso avrai quello che ti meriti per avermi fatto eccitare così. Ho il cazzo che mi scoppia, è diventato di pietra. Ti scopo con forza con le gambe larghe. Tu godi come una porca, mentre si accumula il nostro nettare sui bordi della tua figa. Mi gridi che stai venendo e che vuoi la mia sborra dentro. Ma non sarà tutto. Ti vengo con un paio di fiotti nella figa. Ma faccio in tempo ad uscire e a spruzzarti il resto sulla faccia, sul naso e sulle tue bellissime labbra. Con una mano ti spalmo il mio succo sul viso. E poi ti bacio. Sdraiati al sole.

mercoledì 14 giugno 2006

Tanto lo sai che studiare insieme è una stupida scusa. Entra. Sono da solo. Vieni nella mia stanza. Nel mio regno. Adesso sei tu la regina. Fa caldo e hai una bella gonna. Resto seduto. Ti avvicini. Appoggi il libro sul letto. Ti alzi la gonna e sei senza mutandine. Depilata sulle labbra chiuse. Mi prendi la testa e l'avvicini al tuo sesso. Dall'odore direi che sei già eccitata. Tiro fuori la lingua e la passo sopra alle tue labbra. Già alla prima leccata viene fuori il clitoride. Le piccole labbra sporgono fuori. Sei ancora all'impiedi. Alzi una gamba ed appoggi il piede sul letto. Intanto ti sto lavorando per benino. Arrivo al buco del culo, accuratamente depilato. Sei morbida e profumata come un frutto. Passo la mia lingua calda sotto di te. Culo e figa e viceversa. Ti sfili la maglietta intanto. Sei senza reggiseno. I tuoi capezzoli già duri e vogliosi. Ti infilo le mie dita in bocca e tu le cospargi della tua saliva dolce. Passo le mie dita bagnate sui tuoi capezzoli duri, prima su uno, poi sull'altro, poi contemporaneamente su entrambi. E sotto sei un lago di figa. Ti cola tra le gambe. Non lascio cadere neanche una goccia del tuo prezioso unguento. Mi alzo. Adesso tocca a te. Ti siedi sul letto a gambe larghe. Con una mano ti sgrilletti e con l'altra mi afferri il cazzo. Scopri la cappella. Tutta. Te lo ficchi in bocca, sulla tua lingua bollente. Lo succhi mentre ti masturbi. Sei poesia.
Sento il rumore liquido della tua lingua e della tua bocca attorno al mio cazzo. Lo succhi ingorda. Altri rumori liquidi. Le tue dita nella tua figa. Prepari il pasto al mio cazzo. Hai fame. Te lo togli dalla bocca e te lo infili nella figa. Le nostre bocche che sanno dei nostri sessi. Ti scopo la bocca con la lingua e la figa col cazzo. Forte. Veloce. Piano. Ho le palle completamente bagnate del tuo succo. I tuoi seni tra le mie dita. Ti guardo negli occhi. Ti pizzico e ti lecco i capezzoli. Aspetto te. Trovo la giusta inclinazione del cazzo contro il retro del tuo clitoride, nella tua vagina. Ti sento venire, me lo dici ansimando in un orecchio. Mi stringi con le mani, con le gambe, mi mordi su una spalla. Vengo anche io, copiosamente, tremando, ti vengo dentro, liquido bollente che sbatte sul tuo utero, senti tutto, godi ancora di più. Non esco dalla tua figa. Restiamo abbracciati in questo tepore bagnato tra le gambe. Ne voglio ancora. Ne voglio ancora. Ne voglio ancora. Ne voglio ancora.
La mia passione per il sesso mi porta a scrivere in qualsiasi luogo mi trovi. A casa, in un luogo pubblico, tipo un intenet cafè, all'università, in un ufficio. E in qualsiasi momento sono pronto ad innalzare la mia passione. Con la ragazza seduta accanto a me, con quella nella reception, con l'altra dietro allo sportello, con te che mi stai leggendo. Sì, con te. Pensi che non me ne accorga che inizi a inumidirti tra le gambe, che le muovi cercando di placare le tue voglie? Inutile fingere. Il sesso accomuna tutti gli esseri viventi, le voglie anche. Come  ne ho voglia io, ne hai voglia anche tu, anche adesso. Hai voglia della mia lingua. Delle mie ampie e accurate leccate. Del mio corpo. Del mio cazzo. Lo so che vuoi che affondi tutto dentro. Sentire le mie palle sbattere sul tuo culo mentre scopiamo. Sei bagnata? Dai, senti. Non ti vede nessuno. Voglio che ti tocchi, lo pretendo, è un ordine! Se non sei sola c'è sempre il bagno. Fallo all'impiedi, con le gambe divaricate. Godi. Ti aspetto. E dimmi com'è stato.
Vieni. Siediti a cavallo sul mio cazzo. Affonda. Lentamente.Fino alle palle. Su e giù. Bagnami. Leccami. Succhiami il cazzo con la tua figa calda. Avvolgimi. INGLOBAMI. Gustati questo palo duro dentro di te. Muoviti. Danza. Sporcami. Non voglio venire. Questa scopata è tutta per te. La finiremo col mio cazzo ancora duro. E con te tremante. Salta. Gira il bacino. Così. Brava. Più forte. Vieni. Vieni. Dai. Io non cedo. Vieni. E' tuo. E' tuo. E' duro e bollente. Ed è tuo.

martedì 13 giugno 2006

Mi sei sempre piaciuta...e stanotte finalmente possiamo mettere in atto il piano che ho sempre immaginato. La stanza è una matrimoniale. Nel letto io, te e i nostri rispettivi fidanzato e fidanzata. E' notte fonda e loro dormono pesantemente. Scivolo accanto a te, tu sei senza mutandine, ti eri preparata da quando eri in bagno e sentivo che facevi pipi'. Sentivo e immaginavo la tua figa che lasciava sgorgare il suo nettare dorato. Ti ho chiesto di non asciugarti. Quando siamo uno contro l'altra voglio sentire tutto di te. Mi avvicino e tu ti alzi il vestitino da notte. Sotto sei nuda. Calda. Bagnata. Ti sento con due dita. Facciamo tutto in silenzio, in assoluto silenzio. Le mie dita scivolano tra le tue labbra bagnate. Con l'altra mano ti tappo la bocca e sento che ti eccita. Mi lecchi le dita mentre ti stuzzico la figa. Allunghi una mano dietro di te e mi trovi duro. Mi abbassi il pantalone morbido e trovi il mio cazzo. Lo apri con due dita, le fai scorrere su e giù. E' asciutto e allora pensi bene di infilarti le dita nella figa e passarmele sulla cappella. Mi spalmi la tua crema bianca sulla punta, non resisto più. Ti penetro da dietro. Su un fianco. Senti il mio fiato caldo sul tuo collo, ti lecco le orecchie e ti sussurro porcate mentre il ritmo della nostra scopata clandestina si fa sempre più intenso ed affannato. Ma sempre silente. Sempre viscido. Siamo due porci traditori, ma ci piace da impazzire questa situazione. Inarchi la schiena per sentire meglio il mio cazzo dentro, con le dita ti bagno il buco del culo sfruttando il tuo miele che si accumula ai bordi delle grandi labbra, per effetto del mio stantuffare insaziabile. Ti penetro nel culo con un dito e sento il mio cazzo scorrere nella tua vagina. Intanto loro non sentono nulla. E noi ce la spassiamo alla grande. Sento i tuoi piedi intrecciarsi con i miei, le tue dita contrarsi per il piacere. Le mie dita tra i tuoi denti. Le mordi forte. Stai venendo e io ti seguo di lì a pochi istanti. Mi sussurri in un orecchio di venirti dentro. Lo faccio. Senza complimenti. Continuando a pompare. A spingere. Fino all'ultima goccia che sento fuoriuscire dalla tua figa e colare tra le tue cosce e sulle mie palle. Nessuno dei due vuole asciugarsi. Ci addormentiamo così, bagnati e felici di questa bella scopata in silenzio. Notturna. Nascosta. I due cornuti dormono, poveri stupidi. Noi ce la siamo goduta.
Scrivi al pc. Ma fingi soltanto di lavorare, sei eccitatissima al pensiero di quello che vorresti farmi. Questo pensiero ti tormenta, accavalli e scavalli le gambe per sentirle premere sulla tua figa, per sfregare di nascosto le tue labbra contro al tuo clitoride. Senti sempre più calore tra le tue gambe, senti tirare ma non puoi soddisfarti adesso. La cosa che più desideri al mondo è avermi lì, con le mie mani che ti toccano, il mio cazzo duro da prendere in mano, la mia lingua che ti esplora il sesso...Ma i tuoi desideri si avverano in un istante. Alzi gli occhi dal monitor e sono di fronte a te. Ma non vengo accanto a te. Mi abbasso e ti raggiungo sotto alla scrivania. Siamo due porci pervertiti e lo sappiamo. A te che piace godere della mia lingua sembra il momento ideale per sfilarti scarpe e jeans. Ti aiuto a sfilarli e li lascio per terra. Dalle mutandine si nota quanto sei gonfia ed eccitata. Si intravede lo spacco della tua figa, è dischiusa e bagnata. Senza dirmi nulla, abbassi una mano e ti scosti le mutandine sul davanti, lasciandomi inebriare del tuo odore di donna eccitata, il tuo odore di troia infoiata. Avvicino il naso e lo appoggio sul tuo pube. Con le labbra sfioro il tuo clitoride, tutto teso e bollente. La mia lingua entra tra le tue labbra e la mia saliva si mescola con i tuoi succhi vaginali, mi piace il tuo sapore dolce, lecco tutto, da sopra a sotto. Mentre tu alzi i talloni e sei sulle punte dei piedi nudi sul parquet, con le gambe divaricate, la mia faccia oscenamente sulla tua figa e la mia lingua che scorre impazzita dentro e fuori e sul clitoride e tra le labbra e sul tuo buco del culo. Ti sento ansimare e ti infilo due dita della mano destra nella figa, poi ti infilo tue dita della sinistra. Ora ho le dita di entrambe le mani piene del tuo miele, le alzo sul tuo corpo e raggiungo i tuoi capezzoli, spalmando tutto sulle punte. Ora i tuoi capezzoli sono turgidi e vogliosi, li sto sfregando con le dita che scivolano tra i tuoi umori. Mentre ti lecco la figa meravigliosamente, mi tolgo i pantaloni e il boxer e prendo tra le mani il mio cazzo duro, ne sento il profumo di sesso, te lo strofino sulle gambe e sui piedi. Tu non ne puoi più di tutte queste leccate e invochi il mio cazzo in bocca, mi dici sussurrando che me lo vuoi succhiare, palle comprese. Mi alzo da sotto alla tua scrivania, tu resti seduta e mi prendi con una mano il cazzo e con l'altra le palle. Te lo ficchi in bocca come fosse ossigeno e inizi a pompare dentro e fuori, piena di saliva che cola a terra.  Sei brava a scappellarmi il cazzo, lo sai fare benissimo. Metti la punta della lingua sul buchino del mio cazzo, poi senti con la lingua la forma della mia cappella gonfia e bollente, lo scalino prima del cazzo, il filetto e quello che ne resta. Ti guardo e ti desidero, mentre ti accarezzo le tette, soffermandomi sui tuoi capezzoli sensibilissimi, che prontamente lubrifico con la mia saliva. Ti togli dalla bocca il mio pezzo di carne e ti sdrai sulla scrivania con le gambe aperte aprendoti la figa con le dita e toccandoti le tette con l'altra mano. Appoggio la punta del cazzo alla tua figa e spingo un colpo secco. Sei bagnata fradicia ed entro scivolando facile. Inizio subito a scoparti velocemente, ho voglia, non sarò lento. A te piace e alzi le gambe sulle mie spalle. Sento i tuoi piedi accanto al mio viso e inizio a leccarteli, a succhiarti le dita smaltate, a passarti la lingua tra le dita. Con le mani torturo i tuoi capezzoli sfiorandoli col palmo della mano. Ti sento godere, ti scopo stupendamente, stai per venire e hai fatto un lago di figa su tutto il mio cazzo e persino sulle palle. Ormai siamo in delirio, ci guardiamo negli occhi mentre stiamo per venire, ti sento contrarre la vagina attorno al mio cazzo, stai venendo, lo sento, mi lascio andare anche io, senti lo scalino della mia cappella strofinare sul retro del tuo clitoride, dentro alla vagina. Ti sento venire, sto venendo anch'io, lo stantuffare del mio cazzo dentro alla tua figa diventa sempre più viscido e fluido, a causa della sborra che ti sta riempiendo, ne esce fuori, sembra non finire mai, ma non credere che finisca qui. Hai quasi smesso di tremare, ma voglio regalarti ancora qualche brivido. Sfilo il cazzo tenendoti una mano sulla figa, non deve colare nulla assolutamente! Mi inginocchio e incollo la mia bocca sulla tua figa, infilandoti due dita nel culo. Lecco tutto il misto di sperma e umori e lo spargo tutto sulla tua figa, insisto sul clitoride e lo torturo di leccate fino a farti venire ancora, ma stavolta di clitoride, tu mi stringi le cosce e le tue mani attorno alla testa, mentre vieni impazzita, lo sento dal tuo buco del culo che si contrae attorno alle mie dita, che fanno un furioso dentro e fuori. Smetti di tremare. Stavolta è davvero finita. Mi alzo, prendo il tuo viso tra le mani e ti bacio, col mio corpo sul tuo. Entrambi bollenti.

lunedì 12 giugno 2006

Parlo con te al cellulare, mi hai chiamato in un raptus erotico per dirmi che ti stai toccando, che vorresti il mio cazzo dentro di te, mi dici che sei avvolta dal tuo accappatoio bianco, subito dopo il bagno caldo, seduta su una sedia. Continui a sgrillettarti la figa e a fantasticare, ti sento ansimare e godere, mi fai sentire il suono liquido delle tue dita che torturano la tua figa depilata. Sollevi i tuoi piedi nudi e li appoggi alla sedia, facendo scorrere da sotto le dita tra le labbra arrossate e mi dici che mi vuoi, mi desideri, vuoi scoparmi. Entro in casa tua, ti strappo il telefono da mano e mi abbasso davanti a te. Sento il tuo profumo, profumo di sesso e di piacere, un odore dolce e acre, ti sei stropicciata la figa fantasticando con me, di me. Ed ora mi hai qui davanti. Mi implori di leccarti la figa, come se fosse il tuo ultimo desiderio. Ti accontento ma ci arrivo lentamente. Ti mordo piano l'interno delle cosce, sfiorandoti il clitoride col naso, inizio a darti ampie leccate attorno alla passera, sul lato esterno delle grandi labbra. Ormai la tua figa è aperta, senza ritegno. Allarghi le gambe e le sollevi, mostrandomi il tuo bel buco del culo, rosa e pulito, quasi invitandomi a mangiare anche quello. Ma ora devo dedicarmi alla tua figa. Entro con la lingua fino in fondo, torno su sul clitoride, torturo le piccole labbra, ma con poca saliva, per farti sentire meglio lo sfregare della lingua sulla tua pelle. Il tuo clitoride si apre come un pistillo, è lucido e sensibilissimo. Per quello dovrò raccogliere il tuo nettare da dentro alla tua figa e servirmene per lubrificare il tuo grilletto. Ora ti infilo due dita tese dentro, mentre il tuo clitoride è sotto alle mie succhiate e tutto questo colare di succhi finisce sul tuo buchino delizioso. Ne assaggio un po' e il resto lo uso per lubrificare la penetrazione delle mie dita nel tuo culo, entro fino alla base delle nocche. Mi gridi di scoparti, come una troia, sembri indemoniata. Ti afferro il collo con una mano in una presa non stretta ma decisa. Poi con la stessa mano ti tappo la bocca e con l'altra mi slaccio la cintura e mi abbasso i pantaloni. Il mio cazzo è duro e gonfio e ricco di vene a fior di pelle. Ci faccio colare su un po' di saliva e ti penetro profondamente. Entro facile, figurarsi. Sei con le gambe large e accogli tutto il mio cazzo dentro di te, fino a far toccare le palle sul culo e così ad ogni spinta. Ti prendo forte le caviglie con le mani mentre ti scopo, ti lecco i capezzoli mentre tu con le tue mani mi afferri le natiche accompagnando le mie spinte dentro di te. Ti sento tremare tutta, i tuoi gemiti sono sempre più affannosi. Ti sento venire e vengo anche io nello stesso momento, sento i fiotti di sperma urtare sul tuo utero e fuoriuscire dalla tua figa, lubrificando questi ultimi attimi di cazzo duro durante il mio orgasmo. Cola ovunque, sul tuo culo, sulle mie palle. E' il momento giusto per assaggiare. Mi sfilo da te tutto inzuppato, mi abbasso e te la lecco tutta, fin dentro al culo, ma tengo tutto serbato nella mia bocca. Avvicino le mie labbra lucide alle tue e ti bacio. Mangiamo noi stessi in un bacio perverso. Ti prendo in braccio e ti porto nel bagno dove c'è ancora l'acqua calda nella vasca. Entriamo tutti e due e ci lasciamo cullare dal tepore. Uno di fronte all'altra. Le gambe intrecciate. I nostri sessi a contatto tra loro.
Dai, succhiamelo. Così, brava, tira giù tutto, fai uscire la cappella. Lo vedi quanto è gonfia? Apri la bocca, appoggialo sulla lingua. Adesso bagnamelo tutto, anche alla base, poi torna su. Dedicati al buchino, passaci la punta della lingua. Lentamente. Usa le mani. Il mio cazzo scivola tra le tue dita, è pieno di saliva, senti le vene come si sono ingrossate? Passatelo tutto sul viso, così, sulle labbra, sulle guance, sul naso, goditi questa passione, è tutto per te. Adesso fammi godere. Massaggiamelo, stringimelo, masturbami velocemente. Sto per schizzare, infilalo in bocca, presto, apri la gola e ingoia, ingoia, ingoia, ingoia...

domenica 11 giugno 2006

"Vieni, devo farti vedere una piccola sorpresa..." mi dici prendendo la mia mano e tirandomi verso il letto. Non posso neanche immaginare di cosa si tratti, forse  un nuovo vestito, forse un paio di scarpe. Mi fai sedere a terra, mentre tu ti siedi di fronte sul bordo del letto. Ti sollevi la gonna e noto che non hai le mutandine. Niente male come inizio. Ma è tutta qui la sorpresa? "Non noti niente di strano?" mi dici, mentre allarghi le gambe e appoggi i piedi nudi al bordo del letto. La tua figa si schiude pian piano come una rosa, vengono fuori le piccole labbra. Sono leggermente lucide. Sei bagnata. La cosa deve eccitarti molto. Un istante dopo noto uno strano sbrilluccichìo sul tuo clitoride. E' un piercing. Una pallina di  metallo che ti trafigge. Una stella argentea nel paradiso di carne. "Ti piace?" mi chiedi. Senza parlare, mi avvicino col volto alle labbra. Sento il tuo odore di donna, eccitata dalla novità. Eccitata davanti a me. Perché sai che come un leone sto per sbranare la mia preda di carne cruda. Viva. Voglio succhiarti. Leccarti. Insinuare la mia lingua dentro di te. Ti sdrai con la schiena sul letto, con le gambe aperte e i piedi appoggiati al bordo. Hai le unghie laccate di nero. Troppo invitanti per me. Ti lecco le dita dei piedi e con le dita percorro la pelle liscia della tua figa. Poi tra le labbra già bagnate. Spalmo il tuo clitoride dei tuoi stessi umori. Perché possa sentire il tuo sapore mentre sono intento a succhiarlo. E' quello che voglio adesso. Il tuo clitoride è duro e gonfio, tira tra le labbra, è pieno di sangue e deve essere succhiato. Imbocco clito e piercing e succhio. Il sapore di  metallo e di figa insieme mi inebria l'anima. Raccolgo il dolce del tuo miele tra le tue labbra, di tanto in tanto. Ogni volta che lecco una figa mi sembra più dolce di quella precedente. E' il frutto del peccato, più dolce che mai. Salgo su e ti lecco i capezzoli, mentre mi slacci la cintura di cuoio e mi tiri giù i pantaloni e i boxer. Il mio cazzo è asciutto ma tu non vuoi bagnarlo. Me lo prendi. Tiri giù tutta la pelle. Lo afferri per la cappella e te lo punti sulla figa. E' abbastanza fradicia per tutti e due. Infatti entro nel tuo sesso caldo. La cosa mi eccita ancora di più, infatti mi si indurisce ulteriormente, mi si gonfiano tutte le vene. Sento la cappella che sta per scoppiare. Ma insisto con un lento andirivieni, mi cingi la vita con le tue gambe. I tuoi piedi nudi laccati di nero che serrano la morsa di questa sublime scopata. Sento colare il tuo succo sulle palle, sul tuo buco del culo. Non ce la faccio a resistere, mi stacco e scendo a leccartelo. Non ti dispiace, infatti mi appoggi la mano dietro alla nuca e premi, così che il mio naso possa per un momento sostituirsi al mio cazzo. Mentre mi gusto un boccone tutto speciale. Te la godi con i piedi appoggiati sulle mie spalle. Mi reclami e mi inviti a salire di nuovo. Rientro nella tua figa e ti sbatto con decisione, facendo attenzione a strofinarti la cappella sulla parte superiore interna della vagina. Se esiste un punto G l'ho trovato, porca troia. Infatti i tuoi gemiti diventano grida. Mi pianti le unghie nella schiena, sul culo e mi spingi mai sazia. Ti sento venire ma non mi fermo, devi staccarmi tu se vuoi e infatti continuo e continuo. Stacchi la morsa delle gambe, le allarghi e mi spingi via con due mani. Mi prendi il cazzo in mano, scivoloso per la tua crema dolce e inizi a pompare con la mano su e giù, su e giù, io sento che sto per venire e tu ti punti il cazzo sulle tette. Escono i primi getti, li vuoi sui capezzoli, poi sul viso, sulla bocca, sul naso, sugli occhi, io cado inginocchiato davanti alle tue gambe aperte, con la faccia sulla tua figa, mentre tu ti godi il mio succo spalmandotelo addosso. Togli gocce della mia sborra dal tuo viso e le assaggi. Adesso sai che anche il mio sapore è dolce.

sabato 10 giugno 2006

Questa è per te che stai per uscire. Ti stai preparando in bagno, ti provi un paio di cose. Ti trucchi. E' proprio così che mi piaci. Mentre sei in perizoma, tacchi alti e autoreggenti davanti allo specchio, alle prese con il rimmel. Entro. Chiudo la porta dietro di me. Spengo le luci. Nella penombra una luce bluastra che filtra dalla finestra illumina il tuo corpo. Ho sete di te e devo bere. Adesso. Ti bacio lentamente, ti slaccio il reggiseno e scendo...lecco i tuoi capezzoli che sono già duri e allontanandomi faccio fili di saliva argentei come fili di una ragnatela. Che ti avvolgerà come un insetto. Ti prendo per la vita e ti appoggio al lavandino.Tu allarghi le gambe e ti appoggi con le mani sulle mie spalle nude, coperte soltanto dalla mia canottiera. Si sente il tuo odore ancora prima di toglierti le mutandine. Sei gonfia e umida. Non mi dai il tempo e ti togli tu il perizoma, mostrandomi la tua figa depilata, completamente. Allarghi le gambe in modo che possa vedere il tuo clitoride spuntare dalle tue labbra, implorante di essere leccato, succhiato, torturato dalla mia lingua. Non chiedo altro. Mi tuffo con la bocca sulla tua figa, te la lecco tutta, persino sul pube depilato. Devi essere mia completamente. Ti reggi con le mani sul lavandino, i tuoi piedi sulle mie spalle e le gambe tirate su. Vuoi sentire la mia lingua fino in fondo. Intanto mi sfilo i pantaloni e i boxer e resto nudo sotto, accovacciato, con il mio cazzo che quasi tocca terra mentre lo cullo con un lento su e giù, tanto per scaldarmi. Mi alzo e continuo il su e giù, ma avvicinandoti il cazzo alla bocca. Neanche tu ti fai pregare. Me lo prendi in mano e te lo infili in bocca e succhi come se non avessi bisogno d'altro per alimentarti. Con le dita intanto sento il lavoretto che ti ho fatto prima con la lingua sulla tua figa. Sei bagnatissima. E' tempo di prenderti. Una mano a cingerti il collo e l'altra la vita, ti tiro su con il culo sul lavandino e tu non devi fare altro che aprire le gambe. Entro senza l'aiuto delle nostre dita, il mio cazzo scivola dentro come un coltello nel burro. Sento la mia cappella strofinare la tua vagina, toccare l'utero, sfondare le grandi labbra. Con le mani ti divarichi il culo per sentire le mie palle sbatterci contro, sei una vera porca, lo sappiamo entrambi. Vedo ad ogni colpo le tue bellissime tette sobbalzare, piene, sode, da mangiare. Ti tiro giù e ti piego in avanti. Voglio che ti guardi allo specchio mentre godi, voglio che mi guardi mentre ti scopo. Continuo a sbatterti forte, ho davanti a me il tuo culo e mentre ti scopo approfitto per infilarci un dito, poi due, poi tre, pieni della tua stessa saliva. Sarà proprio nel culo che ti inonderò. Quasi ignara di quello che ti sta per accadere, continui a gemere ed ansimare, senza ritegno, senza pudore alcuno. Sfilo il cazzo dalla tua figa grondante di umori e appoggio la cappella sul buchino. Ti guardo nello specchio sgranare gli occhi per un istante. Con un colpo secco sono dentro al tuo culo. Il tuo respiro diventa un grido. Ma quel grido mi dice di volerlo tutto dentro. Inizio piano , centimetro per centimetro, dentro e poi fuori, dentro e poi fuori. Incalzo il ritmo tenendoti per le tette, per quelle cazzo di magnifiche tette che hai, sento il cazzo sempre più duro, ti vedo soffrire e godere allo specchio mentre accompagni le mie spinte col tuo bacino. Una tua mano si allunga sotto alle mie palle e me le stringe leggermente, quasi invitandomi a venire. E' questo che vuoi? Bene, lo avrai. Ancora quattro spinte forti e sento la sborra salirmi su per l'asta. Un fiotto, due, tre, getti bollenti nel tuo intestino, voglio svuotarmi tutto, finché ne ho. Resto dentro di te fino a che il mio cazzo non si ammorbidisce ed esce da solo, lucido di sperma. Adesso puoi rivestirti.
Occhi di donne. Li guardo tutti. Per strada, nei negozi, negli uffici, negli specchietti quando sono in coda in auto. Sono tutti bellissimi. Poetici. Ogni sguardo nasconde un universo complesso, un anima nobile, una madre, un'amante, una suora o una troia. Tutti affascinanti. La donna è la vera prova vivente dell'esistenza di DIO.

venerdì 9 giugno 2006

Non c'è niente di meglio che svegliarsi con un bel pompino. Apro gli occhi e ti vedo armeggiare con quella lingua sulla mia cappella, la giri attorno, ti soffermi sul buchino sulla punta e mi fai venire i brividi. Allarghi la lingua e la passi sul filetto oramai inesistente, a furia di scopate. Ci metti impegno, passione, fai colare dosi abbondanti di saliva, ormai hai le mani piene, continui il su e giù, una mano sulle palle, per sentirle contrarsi.
Sto per venire ma non ti avverto neanche per sogno, ti farò una bella sorpresa calda e dolce.Ecco che arriva, sento le palle premere, sento che sale su per l'asta, brucia quasi dal godimento, ecco, sì, arriva il fiotto di sborra nella tua bocca, ma tu, per nulla sorpresa, resti incollata e salvi tutto in bocca. Ti avvicini, mi baci, la tua lingua piena di sperma, ci baciamo, ci sporchiamo. Ti lascio sul letto a gambe aperte che ti stuzzichi da sola lentamente. Grazie del regalo.

"Passi da me oggi pomeriggio?Sono con **** , quella mia amica di università". Questo l'sms che ha scatenato tutto. Cosa faccio, non vado? In 5 minuti sono a casa tua. Siete sole tu e lei, i tuoi sono fuori come sempre. L'sms nascondeva un mare di porcate, ma tu, ragazza perbene e della solita cazzo di famiglia borghese, non ti esponi mai. Come se non ti conoscessi...


Salgo su , mi apri la porta con uno sguardo da troia che lascia presagire un pomeriggio di sane emozioni. Mi accomodo e mi unisco al tè ipocrita con pasticcini. Dopo qualche minuto di chiacchiere inutili mi sono già abbondantemente stancato. Senza dir niente, senza tirar fuori false scuse ipocrite, mi alzo e mi vengo a sedere tra di voi sul divano. Voi, sapendo benissimo come sarebbe andata a finire, non ci tenete a perdere tempo ulteriormente e vi attaccate con le bocche al mio collo come belve sulla stessa preda. Avete entrambe un bel vestitino primaverile, quello che si alza con un soffio di vento. Non ci metto molto, mentre mi leccate e succhiate avidamente il collo, ad infilarvi le mani sotto al vestitino. Entrambe con le passerine gonfie sotto alle mutandine. Inizio a massaggiarvi le fighe allo stesso ritmo, ma senza scostare il tessuto, voglio lasciarvi soffrire un po'. Quasi contemporaneamente, scendete giù e mi sfilate i pantaloni, massaggiandomi il pacco sopra ai boxer, sentendo il cazzo diventare duro rapidamente.


Avete sete del mio cazzo e decidete di sfilarmi anche i boxer. Eccolo qui. Il mio cazzo duro e scappellato, fate a gara a chi deve succhiarmelo prima. Tocca a te, mentre la tua amica si dedica alle palle e mi lecca anche il buco del culo. Davvero brave le borghesette del cazzo. Mi stai succhiando la cappella in modo divino, la tua amica in quanto a succhiare coglioni non è da meno.Ma basta. Adesso devo darvi quello che vi meritate. Mi alzo e vi giro. Vi metto a 90 gradi, vi tiro su le gonne e vi sfilo le mutandine, 2 bei perizoma già fradici. Che troie che siete, troie ipocrite, false perbeniste. Però avete due zuccherini là sotto. Due belle fighe depilate, un forte profumo di umori, le piccole labbra dischiuse e umide. Non mi resta che leccarvi una per una. Comincio da te, lasciando la tua amichetta a masturbarsi con le dita, impiastricciandosi le labbra lisce della sua brodaglia profumata. Arriverà il suo turno. Adesso tocca a te. Assaporo tutta la tua femminilità,tenendoti i glutei aperti con le mani , sento persino il profumo che avevi sul collo, come diavolo avrà fatto ad arrivare alla figa? Sicuramente, porca come sei, te la sarai smenata per bene ancora prima che arrivassi. Spargo con la lingua i tuoi umori sul tuo buco del culo, qualche pelo ma sopportabile, soprattutto pulito. Mi stacco da te, ma non del tutto. Prendo la testa della tua amichetta e la sbatto sulla tua figa, sarà lei a tenerti a bada. Intanto siete entrambe a 90, mi posiziono dietro alla tua amica e le apro il culo con le mani, voglio gustarmela tutta. Le tolgo le sue dita dalla figa e le succhio, poi insinuo la mia lingua tra le labbra. Ha un sapore più dolce, questo mi fa impazzire, così infilo la lingua più a fondo, sento il buchino dell'uretra e spingo. Intanto il mio naso è dritto dritto sul sul buco del culo. Non mi faccio mancare niente, annuso e sento un buon profumo, detergente misto a figa. E sì , si è smanettata per bene anche nel culetto la tua amica, mentre ti leccavo.


Basta, ho il cazzo che mi scoppia, mi alzo e infilo il mio cazzo bollente e scappellato nella sua figa. Inizio piano, sento i suoi muscoli vaginali stringermi fino alle palle, ma sono io che comando adesso. Me la sbatto così forte che con il suo viso ti sta scopando, tu approfitti e ti allarghi il culo con le mani. Vuoi sentire la sua lingua, il suo naso, la sua faccia sul tuo sesso. L'ho lavorata per bene, le basta qualche bella spinta forte e viene gridando e sento il suo ano contrarsi sulle mie dita.
Cambiamo. Sarà lei a ricevere la tua lingua, mentre io te lo sbatto dentro con forza. Ti apri il culo e la figa con le dita, non ce la fai più e con una spinta dietro sei tu stessa ad impalarti sul mio cazzo. Da vera troia non aspetti neanche che la tua amica si metta a 90, la spingi in avanti e di forza le apri il culo, siamo tutti e 3 aperti all'inverosimile, le fighe i culi e il mio cazzo scappellato che entra ed esce nella tua figa.
E' ora, tu stai per venire ma anche io ho le palle piene e sto per spruzzare. Mi gridi di venirti dentro che tanto prendi la pillola, ma non è giusto nei confronti di quella puttana della tua amichetta. Il tempo di sentirti contrarre con le gambe che tremano e sfilo il cazzo. Con le mani vi afferro per i capelli e vi faccio inginocchiare davanti al mio cazzo, voi con le bocche aperte aspettate come due cagnette. A momenti non faccio in tempo ad avvicinare le vostre guance da ragazze perbene, che sborro tutto tutto quello che avevo nelle palle, un po' in bocca a te, un po' nella bocca della tua amica, sugli occhi, nel naso, ovunque.Mi abbasso e ci baciamo tutti e 3 con le lingue bagnate di sborra e con la mia lingua che ha ancora il sapore delle vostre fighe.

A te che stai leggendo. Sei seduta davanti al pc. Il languore del pomeriggio. Io sono di fronte a te. Faccio tutto di nascosto. Silenziosamente. Lentamente. Sono inginocchiato davanti a te, mentre tu fingi di lavorare davanti al monitor...
Sono sotto alla scrivania. Guardo la tua gonna e le tue calze nere. Te le sfilo. Ti sollevo un poco la gonna e tu apri le gambe, troia come sei.
Ti prendo le caviglie a ti divarico oscenamente le gambe, affondo il viso e sento il profumo della tua figa. Tu lassù cerchi di mascherare i primi spasmi di godimento. Continui a fingere ma con una  mano sposti le mutandine lasciandomi ammirare lo spettacolo. Lo spettacolo del tuo sesso depilato, morbido, delicato...Non sono le labbra che devono arrivare per prime. Il tuo clitoride è ancora asciutto, anche se inizi a bagnarti dentro. E' la lingua. La mia lingua calda e bagnata, che merita il premio di arrivare per prima a gustare il sapore di te. Allargo la lingua in modo che la mia prima leccata sia più estesa. Più lenta che mai. Parto da sotto, dall'attaccatura inferiore. Appoggio tutta la lingua aperta sulla tua figa depilata, la passo da sopra a sotto. Lentamente. Una volta. Due volte. Tre volte. Le tue labbra iniziano ad aprirsi sbocciando come una rosa rossa. Infilo la lingua e sento colare il tuo miele amaro. Più entro con la lingua e più è dolce. Ti infilo due dita dentro, sei bagnatissima e sento che aggiusti il bacino, per farmi entrare meglio. Sei proprio una troia, come pensavo. Come piace a me. Tiro fuori le dita fradice e le succhio, poi le riempio di saliva. Sono pronte per entrarti nel culo. Persino lì ti sei depilata, sei liscia e morbida. Entro con le mie dita nel tuo buco del culo, ma con la lingua continuo a leccarti la figa, alterno rapide leccate sul clitoride a decisi affondi tra le labbra. Ormai è tutto bagnato, saliva, umori, sudore. Le mie labbra, il mio mento scivola sul tuo sesso. Il mio viso è rasato di fresco, è liscio e profumato. Ed è il profumo che lascerò sulla tua figa, quando ci passerai le tue dita, dopo che tutto sarà finito. Sei con le gambe larghe e col bacino in avanti. Vorresti il mio cazzo ma ho deciso che devi godere così, fino a venire. Sarà la mia bocca a soddisfarti adesso. Ti succhio il clitoride e ti faccio sentire i denti, il tuo corpo inizia a vibrare, le mie dita ti penetrano ovunque, nella figa, nel culo. E tu ti dimeni in preda all'orgasmo, tremi e spingi la tua figa sul mio viso e sulle mie dita, vieni, vieni ancora, vieni ancora, vorresti gridare ma ti mordi le dita di una mano, mentre con l'altra spingi la mia testa sul tuo sesso, volgarmente, rozzamente, oscenamente. E' finita. Sei rossa in viso di passione. Mi stacco piano, osservo la tua figa bagnata e aperta. Mi alzo e ti lascio così. Non mi laverò il viso. Il tuo sapore mi accompagnerà per tutta la giornata.
Non mi piacciono le ipocrisise. Però la seduzione è una guerra psicologica senza esclusione di colpi. Mi adoro. Adoro la donna. Adoro la figa, sì la figa. Il fiore proibito. Mi piace affondarci i denti, infilarci la lingua, le dita, il naso, bagnarmi della sua rugiada profumata. Ma adoro il mio cazzo. E a quanto pare non sono il solo. Piaccio e mi piaccio. Mi piace provocare, lasciarmi guardare, stuzzicare. Se fossi una donna sarei una vera troia. Ma sono un uomo e la mia vita è penetrare. Le vagine. Le anime. I respiri.