E' da molto tempo che non ci vediamo. Ma continui a piacermi. Siamo all'università ma non credere che mi sfuggirai ancora. Ti prendo per un braccio e ti porto nel cesso delle donne. Tanto di mattina non c'è quasi nessuno. Mi chiedi che cosa stia facendo, ma lo sai bene. E non ti opponi. Ci chiudiamo dentro ad uno dei bagni e in un metro quadro siamo uno di fronte all'altro. Sei profumata come sempre. I tuoi occhi neri mi penetrano quasi quanto sto per fare io con te. Su quel tuo culo che ho sempre sbirciato sotto ai tuoi pantaloni. Che tante volte avrei voluto strapparti di dosso. Ti infilo la lingua in bocca e ti sento ansimare, palpitare. L'odore acre che viene dal pavimento non ci disgusta. Anzi. E' eccitante, sa di sporco, sempre meno di quello che stiamo facendo. Mi apri la camicia e passi la lingua sul mio collo e sul mio torace. Ti abbasso il decolleté e tiro fuori le tue bellissime tette, i capezzoli ancora morbidi che diventano duri sotto ai miei denti e alle mie leccate. Ti sollevo la gonna e ti tiro giù le mutandine. Ti siedi a gambe larghe sulla tazza e appoggi i piedi al muro. Sono in ginocchio davanti alla tua figa depilata. Te la apri con due dita. Mi inviti con lo sguardo. Leccamela. Tutta. Dentro. E non dimenticare il buco del culo. Il mio viso sulla tua figa adesso. La mia lingua dentro che si muove impazzita. Le larghe leccate sopra e tra le labbra. La pelle della tua figa fresca rasata è morbidissima. Non smetto di leccare. Con le mani ti stringo le tette, ti pizzico i capezzoli, me li passo sul viso, ho voglia di scoparti. Ti stai masturbando con due dita nella vagina. Mi alzo e mi tiri giù i pantaloni. Lo afferro e lo scappello tutto. Te lo infilo in bocca. Con la lingua disegni vogliose geometrie su tutto il mio cazzo, te lo infili in gola fino a toccare le palle col mento, si vede che hai proprio fame. Basta, la figa adesso. Ti prendo per le gambe e ti infilo il cazzo nella figa. Sei un brodo. Ti tappo la bocca con una mano. Voglio che tu ti senta mia, anche se per pochi istanti di piacere. Ma devi essere mia. Scopiamo e ce la godiamo grandiosamente. Mi infili le tue dita in bocca. A modo tuo vuoi possedermi anche tu. Te le lecco e te le succhio. Ti sfilo i sandali e ti succhio le dita dei piedi, mentre ti scopo. Ho voglia di tutto di te. Con l'altra mano non lascio la presa sulle tue tette. Sei mia. Esco dalla tua figa bagnato fradicio e appoggio la punta del cazzo al tuo buchino, dopo averci sputato su. Ora è davvero ben lubrificato. Entro piano, devi sentirlo centimetro per centimetro. Ti infilo due dita nella figa, tanto per non lasciarla da sola. E inizio avanti e indietro, dentro e fuori, questa golosa inculata. Ce la godiamo tutta, in queso cesso, clandestinamente, mentre sentiamo qualcuno entrare, pisciare, uscire, altre fighe che si aprono, che si bagnano, che si asciugano. Sono eccitatissimo, tu godi come una troia in calore. Stiamo per venire entrambi, la tua figa è aperta e continua a produrre umori che colano sul mio cazzo. Il mio cazzo duro che ti sta scopando nel culo. Non ne puoi più e ti lasci andare, vieni stringendo il culo, non resisto neanche io e via, vengo versandoti nell'intestino tutta la mia sborra bollente, spingo ancora 4, 5, 6 volte e resto dentro a questo paradiso. Poi esco. Fammi assaggiare. Fatti leccare ancora. Hai la figa tutta arrossata e il culo allargato per la scopata. Bacio il tuo sesso. Bacio te. Ci rivestiamo e usciamo. Per qualche attimo sei stata soltanto mia. Adesso torna da lui.
accipicchia!
RispondiEliminagrazie x l'invito, mi fai arrossire...
RispondiEliminaavevo pensato a un tuo ritiro, non vedevo piu' segnali,....grazie!
Ma bravo...vedo i bagni della facoltà son teatro di lussuria.
RispondiEliminaMmm... Grazie dell'invito... Io non arrossisco, però. Colo.
RispondiEliminaProsit!
RispondiEliminaVedo che la diversificazione e' arrivata anche qui! :o)
vivissimo...
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