mercoledì 21 giugno 2006
Legato con i polsi dietro alla schiena. Sdraiato per terra. Le persiane abbassate. Tu in penombra ti avvicini. Nuda, tranne le autoreggenti nere ed i tacchi a spillo. Ti avvicini verso la mia testa. Dal basso vedo uno spettacolo meraviglioso. Allarghi le gambe. Ti abbassi lentamente. Mi sfiori il naso con la figa. Te ne resti lì, con il tuo sesso davanti alla mia faccia. Non ti tocco. Non ti tocchi. Fermo con le mani legate non posso toccarti. Tiro fuori la lingua ma non ci arrivo. Tanta meraviglia e non poterla toccare. Sono eccitatissimo. Mi prendi il cazzo in una mano e lo apri tutto tirando la pelle fino alla base. Ci fai colare la tua saliva. Poi ancora. E' scivoloso adesso. Il rumore liquido della tua mano che fa su e giù, che passa attorno alla cappella, si sofferma sul buchino. E la tua figa in faccia. Si schiudono le labbra appena. Poi generosa ti abbassi un po'. Tanto da infilarti sul mio naso. Ti appoggi. Ti siedi. E inizi un lento dondolìo. Avanti. Indietro. Sento il calore del tuo miele colarmi sul viso. Mi stai scopando la faccia. Sento il tuo respiro farsi pesante. Con la mano mi stai pompando tutto l'uccello. Arrivi alla base, fai scivolare la mano dalla cappella fino alle palle. Vorrei leccarti la figa. E' la cosa che più vorrei al mondo adesso. Ma tu insisti sul mio naso. Sento forte il tuo odore, mi inebria, ti sento gemere. Lasci il mio cazzo e in questo sessantanove a senso unico resti con la tua figa incastrata sulla mia faccia. Mi afferri con le mani la testa e te la schiacci sul sesso. Strofini forte, ti sento venire, ti contorci e ti dimeni di voglia sul mio naso, mi cospargi il viso dei tuoi umori caldi, mentre ho le narici piene del tuo dolce brodo viscoso. Ti alzi e ti giri. Hai deciso che sono la tua preda legata. Ti siedi sul mio cazzo infilandoti rapidamente. Senza farmi uscire, con le palle a contatto della tua figa, inizi a muovere il bacino come un'invasata, avanti e indietro, mentre con le mani mi spalmi su tutta la faccia i liquidi che mi hai lasciato prima. Pochi secondi e ti sento gridare, stai venendo ancora, ti godi l'orgasmo fino alla fine. Poi ti alzi dalla mia asta ancora dura e con pochi colpi accogli i miei spruzzi sul tuo viso, uno, due, tre, fiotti caldi. Con le dita raccogli tutto e assaggi. Fino all'ultima goccia. Mi lasci così a terra. Ti alzi ed entri nel bagno di fronte a me e lasci la porta aperta, in modo che ti veda. Ti siedi. Allarghi le gambe. E parte la tua pisciata. Suono celestiale. Oro nell'acqua. Mi guardi e accenni un sorriso malizioso. Ti guardo e ti aspetto. So che mi spetta. So che potrò godere di qualche goccia di quel nettare. E così è. Non ti asciughi. Ti alzi e vieni verso di me. Stavolta sei di fronte. Ti abbassi appoggiando un ginocchio per terra accanto al mio viso. Ti apri la figa e l'appoggi alle mie labbra. Ti lecco e con un sorriso ti ringrazio. Di avermi donato tutto questo.
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OH.MY.GOD..fantastica questa "Suono celestiale. Oro nell'acqua"
RispondiElimina"Donami una vacanza di pietra/ senza memoria concreta/ ché ancora mi sento le dita/ fondersi nella tua fica/ mentre ti rubo energia/ poi tu ti rubi la mia..." (Afterhours)
RispondiEliminaSempre sensuali i tuoi racconti? E se adesso scoprissi che non sono quello che sembro?
RispondiEliminac'est la vie....:)
RispondiEliminafosse così la realtà.................
RispondiEliminaguarda guarda il ragazzino ha fantasia.... vorrei proprio vedere se al mio cospetto avresti tanto coraggio o se lasceresti calare l'imbarazzo come la maggior parte degli uomini. chissà...
RispondiEliminaHai descritto mirabilmente una delle mie fantasie...
RispondiEliminaMi sento interpellato dalla domanda di donna6sigma:
hai fantasia.... vorrei proprio vedere se al mio cospetto avresti tanto coraggio o se lasceresti calare l'imbarazzo
Già. Restare nel dubbio o correre il rischio?
Chi realmente mi conosce (quindi soprattutto me stesso) sa benissimo che, semmai, sono apparentemente un ragazzo "riservato", ma è tutt'altra faccenda in ciò che fa realmente venire fuori la nostra (in questo caso mia) vera essenza. In guerra ed in amore, tutto è permesso. Nel sesso è permesso anche il suo contrario.
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