Tanto lo sai che studiare insieme è una stupida scusa. Entra. Sono da solo. Vieni nella mia stanza. Nel mio regno. Adesso sei tu la regina. Fa caldo e hai una bella gonna. Resto seduto. Ti avvicini. Appoggi il libro sul letto. Ti alzi la gonna e sei senza mutandine. Depilata sulle labbra chiuse. Mi prendi la testa e l'avvicini al tuo sesso. Dall'odore direi che sei già eccitata. Tiro fuori la lingua e la passo sopra alle tue labbra. Già alla prima leccata viene fuori il clitoride. Le piccole labbra sporgono fuori. Sei ancora all'impiedi. Alzi una gamba ed appoggi il piede sul letto. Intanto ti sto lavorando per benino. Arrivo al buco del culo, accuratamente depilato. Sei morbida e profumata come un frutto. Passo la mia lingua calda sotto di te. Culo e figa e viceversa. Ti sfili la maglietta intanto. Sei senza reggiseno. I tuoi capezzoli già duri e vogliosi. Ti infilo le mie dita in bocca e tu le cospargi della tua saliva dolce. Passo le mie dita bagnate sui tuoi capezzoli duri, prima su uno, poi sull'altro, poi contemporaneamente su entrambi. E sotto sei un lago di figa. Ti cola tra le gambe. Non lascio cadere neanche una goccia del tuo prezioso unguento. Mi alzo. Adesso tocca a te. Ti siedi sul letto a gambe larghe. Con una mano ti sgrilletti e con l'altra mi afferri il cazzo. Scopri la cappella. Tutta. Te lo ficchi in bocca, sulla tua lingua bollente. Lo succhi mentre ti masturbi. Sei poesia.
Sento il rumore liquido della tua lingua e della tua bocca attorno al mio cazzo. Lo succhi ingorda. Altri rumori liquidi. Le tue dita nella tua figa. Prepari il pasto al mio cazzo. Hai fame. Te lo togli dalla bocca e te lo infili nella figa. Le nostre bocche che sanno dei nostri sessi. Ti scopo la bocca con la lingua e la figa col cazzo. Forte. Veloce. Piano. Ho le palle completamente bagnate del tuo succo. I tuoi seni tra le mie dita. Ti guardo negli occhi. Ti pizzico e ti lecco i capezzoli. Aspetto te. Trovo la giusta inclinazione del cazzo contro il retro del tuo clitoride, nella tua vagina. Ti sento venire, me lo dici ansimando in un orecchio. Mi stringi con le mani, con le gambe, mi mordi su una spalla. Vengo anche io, copiosamente, tremando, ti vengo dentro, liquido bollente che sbatte sul tuo utero, senti tutto, godi ancora di più. Non esco dalla tua figa. Restiamo abbracciati in questo tepore bagnato tra le gambe. Ne voglio ancora. Ne voglio ancora. Ne voglio ancora. Ne voglio ancora.
grazie dell'invito..:)
RispondiElimina...grazie....un bacio
RispondiEliminaE' sempre un "piacere" leggerti.. :)
RispondiEliminaGrazie per l'invito..