domenica 21 gennaio 2007

Non aspetti altro mentre sei in ginocchio sul letto piegata in avanti col viso sul cuscino. Mi guardi di lato. Mentre sei oscenamente nuda e aperta. Come una gattina in calore con la coda alzata che mostra il suo desiderio al maschio. Il tuo corpo oscilla leggermente e mi invita. Mi avvicino al fiero pasto. E inizio a sfiorarlo con le labbra. Quelle labbra sulle quali muori ogni volta. Nel silenzio della stanza si sente il tuo respiro. E il suono dolce della mia lingua che esplora le tue carni. Alterno precisi disegni sul tuo clitoride con la punta della lingua a profonde ed abbondanti leccate. Di tanto in tanto entro. Lentamente. Ti bacio profondamente proprio lì. Come un innamorato in preda alla passione. Le tue dita raggiungono la mia bocca e la penetrano raccogliendo saliva. Poi si immergono nella tua figa, lottando con la mia lingua per la supremazia del piacere. Ma devo essere io a nutrirmi di te. Dopo verrà il tuo turno. Ti blocco le mani e affondo di nuovo la lingua. Mi soffermo col mento tra le labbra e passo a leccarti il buchino. Lo sento contrarsi. Come pensavo. Le mie leccate funzionano a meraviglia. Con un piede mi accarezzi il cazzo, per farmi capire che è il momento di penetrarti. Ma devi soffrire ancora un po', mia cara. Sono io a decidere quando entrare. Quando e come possederti. Ti lecco ancora e ancora. Ti porto sin sulla soglia dell'orgasmo con la mia lingua aperta. E ti lascio qualche secondo così. Sulla linea di confine che separa l'inizio dalla fine della vetta. Mi alzo. Il mio cazzo è già completamente aperto. Bagnami la punta. Succhia. Ancora. Mettici saliva. Fà in modo che coli saliva dalla cappella. Brava. Così. Adesso stà giù. Appoggio la punta del cazzo al clitoride e strofino un po'. Questo cazzo tra un po' sarò tuo. Sento le tue dita scorrere da sotto e divaricare la figa. Entro lentamente. E' largo e lo sai. Però scivolo un po' alla volta tutto dentro. Con due dita strofino il buco del tuo culo, ancora bagnato dalle mie leccate. E intanto il mio cazzo duro si fa strada nella tua vagina grondante nettare bianco. Nettare che fuoriesce ad ogni spinta e dipinge schizzi di piacere sulle grandi labbra. Sei aperta più che mai ed io gonfio e duro. Spingo fino ai coglioni, che sbattono sulle tue dita, che nel frattempo stanno torturando il tuo clitoride. Spingo, spingo e spingo ancora, ti sento venire a ripetizione e continuo ancora e ancora e ancora. Sto venendo anche io e non ho alcuna intenzione di uscire e me la godo dentro di te fino in fondo. Fino a quando senti i miei schizzi bollenti bruciare sul suo utero e sporcare tutta la tua vagina, le tue labbra, le tue gambe. Mi piego su di te col cazzo ancora dentro. Ti bacio sul collo e ti stringo da dietro. Anche se per una sola volta. Anche se è l'ultima.

15 commenti:

  1. Pensavo fossi donna...

    invece...

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  2. Intensissimo racconto.

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  3. la prima parte. quello che non sono riuscita a descrivere nel mio blog.

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  4. ...l'ultima.



    Bello. Non devo dire di più.

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  5. sei sempre fantastico... eccitante fino al limite della sopportazione...

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  6. ehilà, ti ricordi di me ?

    Superbo, come al solito. :)

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  7. Leggere e immaginare il tutto...chiudere gli occhi e rivivere scene gia' viste....sentire brividi che percorrono la schiena....provare piacere solo con l'immaginazione...complimenti davvero...ti mando un bacino..sei sempre fantastico nei tuoi scritti...

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  8. perchè far finire tutto? è solo l'inizio..

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  9. Molto intenso..fa venire voglia di trovare qualcuno che ti faccia rivivere le stesse scene..

    un abbraccio

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  10. ....attendo il prossimo.

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  11. e ti vengo a baciare ... :*

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  12. Eccitante da far male.. ;-)

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  13. Spettacolare...ti ho regalato le mie carezze...bacio....

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